Terra in affitto per la notte Nuovo racket a Colle Oppio

Claudia Passa

Benvenuti nel «bed and breakfast Colle Oppio». Solo posti all’addiaccio, niente servizi, niente optional, espedienti e criminalità - se non di peggio - per tirare a campare. Ma nell’affollatissimo parco archeologico all’ombra del Colosseo due metri quadrati di terra sui quali stendersi, per le bande di clandestini che gravitano fra largo Brancaccio e via del Monte Oppio, sono già una conquista. E se il sovraffollamento è diventato un problema, i boss locali che si contendeno il territorio da spartire fra curdi, nordafricani e chi più ne ha più ne metta, hanno trovato la soluzione: «liberare» l’area del parco di Colle Oppio destinata al passeggio dei cani. Come? Cospargendo il terreno di vetri rotti, un micidiale quanto efficace deterrente per tener lontani i quadrupedi e i loro padroni.
L’allarme per l’improvvisa recrudescenza di criminalità nel quadrante «multietnico» della città arriva in preoccupante sincronia con la nuova emergenza terrorismo. E se da una parte l’amministrazione sembra ogni giorno di più deporre le armi di fronte al «rischio estinzione» che grava sugli italiani della zona Monti-Esquilino, i più recenti monitoraggi parlano di una ripresa in grande stile delle attività criminali come spaccio, furto e prostituzione, da parte di bande «miste» che rispetto al passato hanno compiuto il salto di qualità verso strutture sempre più organizzate, individuate mediante il riferimento ad alcuni locali pubblici «sospetti» della zona.
Il «codice d’onore» è la spartizione del territorio, il nuovo business l’«affitto» degli spazi per dormire in terra nel parco. Per incrementare gli affari, come premesso, i frammenti di vetro per tenere lontani i cani del quartiere. Ma è proprio l’elevata incidenza di immigrati anche clandestini che popolano la zona ad allertare i responsabili della sicurezza. Sia per la rinnovata minaccia terroristica che impone severi controlli preventivi, sia per il fiorire di attività criminali la cui recrudescenza - specialmente nel quadrante attorno a largo Brancaccio - ha indotto i rappresentanti del centrodestra nel centro storico a investire direttamente il Prefetto Achille Serra. In una mozione presentata in I municipio dal capogruppo di An Federico Mollicone in seguito alle sollecitazioni dei residenti in allarme, e sostenuta anche dal capogruppo di Forza Italia Yuri Trombetti, difatti, si chiede l’intervento da parte della prefettura e la predisposizione di un piano specifico per il controllo del territorio, il monitoraggio dei locali «equivoci», e l’applicazione di efficaci strumenti di «dissuasione» per smantellare il nuovo racket che si va ramificando come una metastasi cancerosa.