TERRA, GLI ECCESSI DELLO SPORT GIOVANILE

Basterebbe mettere le telecamere dietro qualunque campetto di calcio di qualsiasi città o provincia italiana su cui giocano gli aspiranti campioni del futuro per capire da dove nasca gran parte della galoppante diseducazione alla cultura sportiva. Mentre i ragazzi giocano, imitando spesso il peggio degli atteggiamenti nevrotici dei calciatori famosi, i loro padri ne sobillano ulteriormente gli animi ingiuriando l'arbitro, inveendo contro gli avversari, intimidendo lo stesso allenatore della squadra dove gioca il figlio, se appena ritengono che il proprio «campioncino» non sia adeguatamente valorizzato. Morale: assistere dal vivo a una qualsiasi partita dei campionati giovanili è un modo semplice ma efficacissimo per rendersi conto di come sia quello il terreno di coltura dell'agonismo esasperato, del mancato rispetto per l'avversario, del tifo becero e di una scarsa consapevolezza del valore formativo dell'attività sportiva. Le colpe dei genitori sono notevoli, sotto tutti questi profili, e se è sempre ingiusto generalizzare va comunque addebitato a un numero crescente di padri-ultrà la pessima abitudine di pretendere che i propri figli emergano a dispetto di tutto e di tutti, talvolta anche della loro stessa volontà e dei loro stessi limiti tecnici. Allo sport giovanile, ai suoi eccessi, alle pressioni psicologiche in cui rimangono invischiati tanti ragazzi che lo praticano ha dedicato una opportuna puntata il settimanale Terra (sabato su Canale 5, ore 23,50), che ha messo il dito nella piaga del deficit di cultura sportiva di cui soffre l'attività agonistica, allargando il discorso a tutto ciò che concorre ad alterare il concetto stesso di sport: il peso del business, il ricorso al doping, i ragazzini talvolta costretti dai genitori a praticare una disciplina non consona alle effettive attitudini, le piccole e grandi tentazioni che possono fare da pericolosa scorciatoia per l'agognato successo. Le parti più interessanti non erano tanto quelle genericamente convenzionali, pur illustrate ad esempio dalle sagge parole di un campione di modestia come Dino Zoff o dall'esuberante vitalità di una schermitrice determinata come Valentina Vezzali. Le immagini che rimanevano impresse erano, piuttosto, proprio quelle rubate tra il pubblico delle partite giovanili, quando la telecamera riusciva a catturare lo sguardo ingrugnito dei padri-ultrà da cui si poteva già capire molto se non tutto. Il servizio di Terra è stato fin troppo timido nel dare conto di quanto gli occhi disincantati di un semplice spettatore possono cogliere ai bordi di un campo di calcio dove si svolgono le partite dei campionati minori, ma ha avuto il merito di affrontare alcuni aspetti alienanti dello sport di cui si parla poco.