La terra trema nello Spezzino

Ieri mattina alle 10.19 la terra ha tremato. Un brivido di paura che ha scosso gli abitanti di tutta la Liguria orientale. In provincia di La Spezia molti sono scesi in strada per paura di crolli. Paura soprattutto nelle scuole, dove i dirigenti hanno preferito mettere in atto il piano di evacuazione degli edifici. Ma subito le verifiche effettuate dalla protezione civile hanno accertato che non si sono avuti danni a persone o a cose e presto tutti i ragazzi che erano rimasti nei cortili delle scuole sono stati fatti rientrare nelle aule e le lezioni sono riprese regolarmente.
Il terremoto è stato avvertito con particolare intensità nella vallata del fiume Vara, fra le zone di Rocchetta Vara, Zignago e Calice.
L’epicentro del sisma - come ha spiegato il professor Claudio Eva, docente di Fisica terrestre all’Università di Genova - è stato localizzato nella zona di Pontremoli. «Si è trattato - ha detto Eva - di una scossa intensa, di magnitudo 4,3, significativamente profonda, essendosi verificata a settanta chilometri di profondità. Per questo motivo è stata avvertita in modo alto dalla popolazione della zona ligure orientale, nello Spezzino, nella Lucchesia e anche nel Tortonese. Una scossa che però, proprio per la profondità dell’evento, non ha avuto nessuna replica».
«Neppure esiste un collegamento - ha ancora spiegato il professor Eva - con l’attività tellurica sparsa registrata nei giorni precedenti sull’Appennino pistoiese e sull’Appennino parmense. Del resto noi, con la nostra strumentazione, registriamo anche i “soffi“. Nell’ultimo mese proprio sull’Appennino è stato rilevato un centinaio di piccole scosse, eventi sismici che per l’ottanta per cento non sono stati avvertiti da nessuno. Solo un venti per cento di persone particolarmente sensibili si sono accorte che la terra ha tremato».