La terra trema, paura in Piemonte Frane sulle Alpi e cellulari in tilt

Molto spavento ma nessuna vittima e danni molto limitati in città. Frane e massi che si staccano in montagnaQuesto è il consuntivo del terremoto avvertito nel Torinese, in Val d’Aosta e nel Ponente ligure ieri intorno alle 14.30. Molti abitanti di Torino e della provincia si sono riversati in strada da case e uffici, allarmati dal sisma, ma sono rientrati pochi minuti dopo il cessato allarme. E dalla centrale dei Carabinieri presa d’assalto dalle chiamate nei minuti immediatamente successivi alla scossa è arrivata l’unica segnalazione di un danno, in corso Vercelli a Torino, dove i residenti hanno notato la presenza di una crepa nel muro di uno stabile. In provincia, però, le cadute di cornicioni pericolanti, pezzi di intonaco e tegole sono state numerose. Per qualche minuto i telefonini sono risultati fuori uso, probabilmente per le celle sovraccariche. Inoltre il Comune di Chiusa San Michele ha disposto la chiusura di tutti i sentieri della zona per le due grandi frane che hanno interessato il suo territorio e per alcuni massi che si sono staccati dalle montagne circostanti la Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, e che hanno sfiorato un casotto dell’acquedotto.
E mentre la circolazione su strade e autostrade non ha subito conseguenze, il traffico ferroviario è stato invece interrotto a scopo precauzionale sulle linee Torino-Modane e Torino-Torre Pellice. La sospensione si è resa necessaria, come ha comunicato con una nota il gruppo Fs per consentire ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana di effettuare le necessarie verifiche sull’integrità dell’infrastruttura. Il sisma, che secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha fatto registrare una magnitudo 4,3 e ha avuto origine a una profondità di circa 25 chilometri fra i comuni torinesi di Giaveno, Pinerolo, Cantalupa, Pinasca-Dubbiona e Cumiana, in Val Chisone e Val Sangone.
Come era accaduto lunedì scorso nell’Oltrepò mantovano e nel Polesine, dove si era registrato un terremoto di magnitudo 2,7, ieri a Torino e provincia il terremoto ha diffuso per qualche minuto il panico. Questo perché il Piemonte, come buona parte dell’Italia del Nord, presenta un rischio sismico molto contenuto e i suoi abitanti non hanno grande familiarità col fenomeno. E infatti su Twitter subito sono comparse comunicazioni tipo «Pochi secondi che sono durati un’eternità»; «La cosa peggiore che mi sia mai successa, è stato infernale»; «Il rumore del terremoto è impressionante più delle scosse». Il sisma di ieri è il quinto registrato in Piemonte dall’inizio dell’anno ma è il primo avvertito con apprensione dagli abitanti di Torino dal 1980, quando alle 15.32 del 5 gennaio si verificò un terremoto di magnitudo 5,1 con lo stesso epicentro di ieri.