La terra trema in tutto il Nord Gente in strada, scuole evacuate

Il paese di Peppone e don Camillo ora è doppiamente famoso. Ieri Brescello è stato il comune che ha più sentito tremare la terra e ha visto crollare i calcinacci di alcuni edifici. È lì che ha avuto il suo epicentro il terremoto che ha messo in subbuglio l’intera pianura Padana. Ma se ne può parlare con serenità. Non ci sono stati morti né feriti se escludiamo quattro o cinque ammaccature causate dal panico o dalla fretta di uscire di casa. È stato dunque un terremoto «clemente». E lo conferma anche chi lo ha vissuto in prima persona. «Abbiamo avvertito una scossa forte e siamo usciti in strada», raccontano alcuni dipendenti comunali di Brescello. «All’inizio siamo stati presi dal panico ma poi ci siamo tranquillizzati - dicono - e dopo un po’ siamo rientrati in municipio. In Comune non ci sono stati danni, neppure in piazza se ne vedono». Ma anche senza danni, la paura è stata corale e ha attanagliato mezzo Stivale. Soprattutto ieri mattina, quando poco dopo le 9 una scossa di magnitudo 4,9 ha fatto tremare l’intero Nord Italia, ed è stata distintamente avvertita dalla Lombardia al Veneto, dal Trentino alla Toscana.
L’epicentro si è però registrato in provincia di Reggio Emilia, a una profondità di 33,2 chilometri. E i comuni più colpiti sono stati Poviglio, Brescello e Castel di Sotto. La scossa ha fatto tremare tavoli e vacillare lampadari anche nelle province di Mantova, Reggio Emilia e in alcune zone di Bologna. La paura ha invece causato più danni del terremoto a Parma, dove sono stati una decina gli attacchi di panico e dove un impiegato non vedente dell’Amministrazione provinciale è stato dimenticato nel suo ufficio dai suoi colleghi, che hanno lasciato l’edificio secondo il piano d’evacuazione.
Il 118 ha ricevuto cento chiamate in pochi minuti e i vigili del fuoco hanno spiegato a tutti i motivi di queste scosse: colpa dei movimenti della placca Adriatica, che si estende sotto la pianura padana e si deforma verso Sud, per poi scendere sotto l’Appennino. L’onda lunga del sisma, infatti, è arrivata fino a Foggia dove una scossa di magnitudo 2.4 è stata registrata alle 10.04. E nel tardo pomeriggio un’altra scossa di forza 3.5 ha colpito il Reggiano.
Ma torniamo al Nord. E partiamo dal Veronese dove già nella notte, poco dopo l’una, la gente dei comuni di Negrar, Marano di Valpolicella, Grezzano e San Pietro in Cariano ha avvertito una forte scossa di magnitudo 4.2. Quelle precedenti, tre in tutto, non avevano svegliato nessuno. In Lombardia invece è avvenuto tutto alla luce del sole. A Milano erano le nove del mattino quando negli uffici i monitor dei computer hanno cominciato a tremare e gli alunni nelle scuole hanno sentito tremare banchi e sedie. Alcuni edifici si sono svuotati e molte persone si sono riversate in strada: in piazza Cordusio i clienti delle Poste sono letteralmente fuggiti dal palazzo. Sono state anche evacuate molte scuole: diversi dirigenti scolastici hanno autonomamente deciso di far uscire gli studenti a scopo precauzionale, per poi farli rientrare. E le scolaresche hanno vissuto divertite questo «fuori programma scolastico». In ogni caso, due istituti sono stati chiusi per accertamenti mentre a Cinisello Balsamo è sotto osservazione una chiesa dove alcune statue sono cadute. A Bergamo sono stati chiusi un ufficio postale e ben 50 scuole. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni ha voluto rassicurare tutti dal 35esimo piano del suo ufficio vista l’agitazione che si era creata nell’edificio. Stesso senso di panico collettivo in Liguria e in Piemonte. A Genova sono state sgomberate a scopo precauzionale alcune scuole. E i vigili del fuoco hanno ricevuto migliaia di telefonate.