Terre espropiate, dopo 160 anni risarciti i Maori

Il governo
della Nuova Zelanda ha accettato di pagare risarcimenti pari a oltre 150 milioni di euro a otto tribù vittime di
espropriazioni di terre e di violazioni del trattato di Waitangi, firmato nel 1840 con la corona britannica. E la <em>haka</em> torna maori: &quot;Simbolo di potenza&quot;

Sydney - Il governo della Nuova Zelanda ha accettato di pagare risarcimenti pari a oltre 150 milioni di euro a otto tribù Maori per rivendicazioni risalenti a più di 160 anni fa.

La rivendicazione dei maori Le tribù, che contano circa 12 mila membri sia nell’isola del nord che in quella del sud, si dichiarano vittime di espropriazioni di terre e di violazioni del trattato di Waitangi, firmato nel 1840 con la corona britannica, che garantiva ai Maori l’uso del loro territorio e delle risorse. Il premier John Key ha firmato oggi lettere di accordo con le otto tribù che, ha detto, dovrebbero mettere fine a tutte le rivendicazioni storiche ancora in sospeso. Metà circa dei risarcimenti sara in denaro e il resto in locazione di foreste demaniali e in crediti dal mercato delle emissioni. 

Haka, simbolo di potenza E' la colonna sonora del rugby tutto nero, e ancor più è il simbolo universale della potenza e della fierezza dello sport: da oggi, la Haka è ufficialmente una danza Maori. Il battito ritmato di piedi e mani di quindici giganti vestiti di nero, gli All Blacks del rugby, ha messo paura a decine di squadre avversarie e incantato milioni di tifosi e appassionati. "Ka Mate-Ka Mate" è l’urlo iniziale, "Io muoio-Io muoio", alternato a un "Ka Ora-Ka Ora", "Io vivo - io vivo". E sebbene sia solo uno degli stili di danza maori, e non esclusiva della nazionale di rugby neozelandese (ne inscenano una, prima delle partite, anche le selezioni di Figi, Tonga e Samoa), la sua identificazione con lo spirito di fierezza degli All Blacks è totale. Impersonificata dallo spirito guerriero di Jonah Lomu, la stella degli All Blacks degli anni Novanta, il più giovane giocatore ad aver esordito con la maglia tutta nera della Nuova Zelanda, a 19 anni: gigante di 196 centimetri per 120 chili, veloce come il vento (i 100 in 10'' 98') e forte come una quercia, nel 2004 una pericolosissima nefrite lo costrinse prima alla dialisi poi a un trapianto di reni. I medici gli avevano diagnosticato il rischio di una sedia a rotelle, ma lui nel 2005 annunciò il ritorno in campo, sebbene a livello assai più basso che non fu quella della Capitolina, visto che la trattativa con il club romano del presidente Tinari (ex azzurro) non si concretizzò.

Il mito maori Racconta il mito maori che Tama Nui Tora, il dio Sole, avesse due mogli: una d’estate, Hine Raumati, e l’altra per l’inverno, Hine Takurua. Dalla prima nacque un figlio, Tane Rore, la cui danza rappresentava il tremore dell’aria nei giorni infuocati dalla calura estiva: di qui nacque la Haka, danza per soli uomini la cui "proprietà intellettuale" e i cui "diritti commerciali" sono stati attribuiti alla tribù Ngati Toa: la versione ora copyright degli All Blacks fu infatti inventata dal suo capo guerriero Te Rauparaha, che la eseguì per la prima volta all’inizio del XIX secolo, dopo esser scampato alla morte mentre era inseguito dai nemici.

Una lotta lunga 10 anni Negli ultimi 10 anni Ngati Toa aveva cercato più volte di imporre un diritto d’autore sulla Haka per limitarne gli abusi a fini commerciali, soprattutto nei casi in cui l’impiego per scopi pubblicitari ne mortificava il valore culturale. Nel 2006 la Fiat aveva realizzato una pubblicità in cui la danza era eseguita da un gruppo di donne, mentre la Haka è consentita solo agli uomini. La cosa aveva mandato su tutte le furie i neozelandesi, e vennero chieste spiegazioni all’ambasciata italiana. In seguito venne fatta la pace con la grande azienda torinese, al punto che adesso l’Iveco è fra i più munifici sponsor dei Tutti Neri. Nel 2007 un panificio aveva realizzare un cartone animato in cui a ballare erano biscotti allo zenzero. Ora che la battaglia combattuta in nome del grande capo Te Rauparaha è vinta, il primo ministro John Key ha affermato di non aspettarsi che i Maori possano chiedere diritti di sfruttamento nè imporre veti, in particolare nei confronti degli All Blacks.