Terremoti e allarmi bomba: medici a scuola per gestire l'emergenza

Il corso è stato organizzato dall'istituto San Raffaele per insegnare ai camici bianchi a non entrare nel panico e a gestire le situazioni più complicate

Un corso per non entrare in panico di fronte allo scenario di morte e sofferenza di una città devastata dal terremoto o di una metro sventrata da una bomba. L'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano lancia «il primo evento formativo in Italia» per psicologi, medici, infermieri a prova di catastrofe. Tre giorni - dal 5 al 7 ottobre - per allenarsi al lavoro di squadra simulando una maxi emergenza, situazione che prevede quasi sempre un numero di feriti sproporzionato rispetto alle risorse di soccorso. L'obiettivo è condividere una strategia per fronteggiare al meglio catastrofi naturali, incidenti aerei e ferroviari, disastri industriali, azioni terroristiche. Per l'appuntamento l'Irccs di via Olgettina ha coinvolto anche l'European Society for Trauma and Emergency Surgery (Estes), società europea che si occupa di chirurgia d'urgenza. L'iniziativa, prosegue l'istituto, «nasce dal desiderio di condividere il modello teorico risultato dall'analisi ex post di alcune tra le più recenti maxi emergenze verificatesi a livello europeo e internazionale (lo Tsunami a Phuket, le bombe sul treno di Madrid e nella metro di Londra)». Il San Raffaele ha risposto all'invito della Regione Lombardia e si è dotato di un piano per la gestione intra-ospedaliera delle maxi emergenze, in coordinamento con le strutture del 118. Poi ha messo a disposizione le competenze dei suoi professionisti in questo evento formativo.
Con il contributo dei docenti dell'Estes e di Stenn Lennquist, presidente della sezione 'Disaster & Military Surgery' e direttore scientifico dell'evento, l'Irccs punta a offrire un training internazionale, con integrazione fra teoria e pratica ed esercitazioni per testare l'interazione fra più ruoli, grazie a simulazioni allestite in set realistici.