Il terremoto delle Borse fa slittare il decreto Expo

La firma di Berlusconi attesa tra una decina di giorni. Ieri il vertice convocato dalla Moratti. Diana Bracco e Lucio Stanca in corsa per la presidenza. Il numero uno di Assolombarda e l'ex ministro al "ballottaggio" per guidare la società di gestione. Resta da definire il Consiglio, Glisenti amministratore delegato

Vertice romano sull’Expo 2015, anche se gli occhi puntati sulla crisi finanziaria internazionale hanno costretto Silvio Berlusconi a rimanere concentrato su altri temi. E così, all’inizio dell’incontro, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ha annunciato che il decreto sarà firmato alla fine della prossima settimana. Un rinvio dettato dal calendario delle urgenze economiche e politiche: ieri alle otto il governo si è riunito in seduta straordinaria per varare un decreto salva risparmi.
Il sindaco commissario, Letizia Moratti, da presidente del comitato di pianificazione, ha voluto comunque l’incontro a Palazzo Chigi al quale hanno partecipato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, e l’assessore provinciale Matteo Mauri. «Siamo soddisfatti per una riunione importante» la dichiarazione congiunta di Moratti, Formigoni e Mauri. «Berlusconi firmerà il decreto quando lo riterrà opportuno» hanno aggiunto Moratti e Formigoni. «Si è riaperto il filo del dialogo» commenta Mauri.
Nell’attesa del decreto Expo è stato ripristinato il tavolo tecnico (al quale saranno presenti tutte le istituzioni, Provincia inclusa) ed è stato prorogato il comitato di pianificazione. Come spiega la Moratti, «il comitato di pianificazione si è riunito per illustrare l’attività svolta e quelle urgenti da qui a fine anno». Il sindaco ha annunciato appuntamenti con il Bie (il Bureaux international des expositions) il 31 ottobre dove è stato concordato che saranno presenti sia lei sia Formigoni per aggiornare il comitato internazionale dell’Expo «sullo stato di avanzamento dei lavori».

Una successiva riunione dell’assemblea del Bie con tutti i 154 Stati membri si svolgerà il 2 dicembre. «Abbiamo chiesto di avere la presenza del governo e il sottosegretario Letta ha concordato», l’annuncio della Moratti. Assente al vertice di ieri a palazzo Chigi il presidente della Provincia, Filippo Penati: «Non sono andato a Roma perché avevo e ho anche stasera altri impegni, ma spero che si trovi una soluzione a breve». Penati continua a contestare la scelta di Diana Bracco quale presidente del consiglio d’amministrazione della Soge: «Non sono in discussione le qualità personali e professionali della presidente di Assolombarda, ma si rischia di creare confusione. Se la Soge sarà una stazione appaltante di 4 miliardi di euro di finanziamento pubblico, allora il mondo dell’impresa è la controparte e Assolombarda rappresenta coloro che concorreranno per quegli appalti». Insomma, restano nodi da sciogliere sul consiglio di amministrazione della Soge, la società di gestione dell’Expo 2015.

I membri del cda sono cinque e sono previste due figure di riferimento: amministratore delegato e presidente. L’amministratore delegato sarà Paolo Glisenti, braccio destro di Letizia Moratti. Due invece, entrambe di alto profilo, le personalità alle quali potrà essere chiesto di svolgere il ruolo di garanzia di presidente del consiglio d’amministrazione: Diana Bracco, appunto, proposta dal sindaco, o Lucio Stanca. Il Tesoro, con il 40 per cento delle quote, esprimerà giocoforza il presidente e il nome di Stanca, ministro per l’Innovazione e le tecnologie del secondo e terzo governo Berlusconi, non è mai uscito di scena. Il suo curriculum lo rende particolarmente adatto al ruolo di presidente della società. Gli altri consiglieri della Soge sarebbero Angelo Provasoli, ex rettore dell’università Bocconi, Marco Spadacini, commercialista e consigliere della Fondazione Cariplo e Paolo Alli, direttore generale del Pirellone molto vicino a Roberto Formigoni. Si parla anche, ma con meno probabilità, di Luigi Roth, che sarebbe costretto a lasciare la presidenza della Fondazione Fiera. Buone notizie per il futuro dell’Expo arrivano dal fronte europeo. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha firmato a Lussemburgo lo stanziamento da parte della Bei (la Banca europea degli investimenti) di quindici miliardi di euro, assicurando che una quota sarà destinata alle opere in vista dell’Expo Milano 2015. È difficile però al momento quantificare l’entità e la destinazione degli stanziamenti, che con certezza riguarderanno il corridoio cinque Milano-Venezia.