Terremoto nelle Giunte rosseIl Sel fa perdere i pezzi al Pd

A Firenze il Sel lascia la maggioranza, a Milano è scontro sulle unioni civili e a Palermo si discute l'alleanza con l'Udc. Dagli enti locali a Roma il passo è breve: Il Pd trema

Mentre sul web rimbalza la fotografia che ritrae Pierluigi Bersani da solo davanti a una birra mentre prepara il discorso per l'assemblea nazionale del Partito democratici, il centrosinistra subisce un altro scossone. Nei giorni scorsi il governatore della Puglia Nichi Vendola aveva già minacciato di stracciare il patto di Vasto coi democratici, rei di sostenere a oltranza il governo Monti, e di lanciare un ticket con il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. La fine di una storia d'amore mai consumata sembra sempre più vicina. Aldilà degli screzi quotidiani tra i vertici di via del Nazareno e le frange più estreme della sinistra, i rapporti col Sel si stanno incrinando anche a livello locale. A Firenze, per esempio, il partito di Vendola è ufficialmente uscito dalla maggioranza che nel consiglio comunale sostiene il sindaco Matteo Renzi. Ma i casi si moltiplicano giorno dopo giorno. Tanto che, da Milano a Palermo, Vandola sembra fare sempre più paura a Bersani e compagni.

A far tremare gli equilibri a Palazzo Vecchio è stata la sfiducia del Sel del consigliere Eros Cruccolini subito dopo che quest'ultimo si è astenuto nella votazione sulla privatizzazione dell’azienda di trasporto pubblico Ataf, non seguendo in questo modo le indicazioni del partito. A questo punto il nuovo rappresentante del Sel è il consigliere di minoranza Tommaso Grassi che, nei giorni scorsi, è passato dal gruppo misto al Sel. L’equilibrio numerico in consiglio comunale non cambierà: Cruccolini resterà in maggioranza e Grassi all’opposizione. La crepa, però, resta. Una rottura che sembra impensierire il quartier generale del partito democratico, dal momento che i rapporti sono tesi anche in molte altre Giunte della Penisola. A Milano, tanto per fare un altro esempio. Nel capoluogo lombardo Sel è riuscita addirittura a esprimere un sindaco, Giuliano Pisapia, che dopo aver sconfitto alle primarie il candidato pd Stefano Boeri lo ha messo in un angolino togliendogli, a poco a poco, le deleghe più importanti.

Proprio a Milano il Pd mal digerisce l'accelerata data da Pisapia, in una intervista a Che tempo che fa, alla creazione di un registro per le coppie di fatto. Un intento che non piace all'ala cattolica della coalizione di maggioranza. E a Palazzo Marino il malumore aumenta. Tanto che il Sel serra i ranghi e detta la linea: "Il centrosinistra ha vinto le elezioni a Milano con un programma costruito e partecipato da centinaia di cittadini riuniti in 'officina'. Sabato scorso Pisapia ha annunciato che rispetterà entro la fine del 2012 l’impegno, contenuto in quel programma, di istituire il registro delle unioni civili". Il dibattito è aperto, ma a decidere sarà Pisapia e non certo i progressisti del Partito democratico.

Anche a Palermo la situazione è tutt'altro che tranquilla. Le elezioni comunali sono s un tito di schioppo e il partito di Vendola ci tiene a ribadire che l'ipotesi di una grosse koalition con i centristi di Pier Ferdinando Casini è una strada impercorribile. "Il fatto che l’Udc sia disponibile a sostenere la candidatura di Roberto Lagalla, ex assessore alla sanità di Cuffaro, insieme al Pdl di Cammarata sarebbe una ragione già sufficiente per ritenere quel partito un avversario politico del centrosinistra", hanno avvertito Erasmo Palazzotto e Sergio Lima, coordinatore regionale e provinciale del Sel, ribandendo la necessità di portare avanti una alleanza tra i partiti del centrosinistra per sostenere la candidatura di Rita Borsellino. Proprio per questo gli esponenti del partito di Vendola hanno invitato "il Pd a risolvere all’interno dei propri organismi le proprie contraddizioni". Una sorta di aut aut che sembra piuttosto un assaggio di quella che sarà la partita da giocare alle prossime politiche. Per il momento i papaveri di via del Nazareno sono profondamente divisi tra chi sostiene l'alleanza con il Terzo Polo e chi, invece, preferisce continuare sulla strada tracciata a Vasto.

"Il mio atteggiamento nei confronti del Partito Democratico è chiaro: alleanza, alleanza, alleanza. La mia proposta è chiara: costruiamo il programma, apriamo il cantiere, indichiamo la prospettiva", ha detto nei giorni scorsi lo stesso Vendola invitando Bersani a lasciar perdere le velleità di inseguire le spinte moderate. Dal canto suo, il governatore pugliese assicra che nelle sue intenzioni non c'è quella di rifondare il Pci. "Abbiamo fondato un anno fa Sinistra Ecologia Libertà il cui obiettivo è animare un’alleanza aperta, spinte della società civile, ai movimenti, alle nuove generazioni - ha spiegato Vendola - una alleanza capace di mettere al centro quella domanda di cambiamento che si è espressa in maniera potente nei referendum e nella stagione dei sindaci". Proprio per questo all’assemblea nazionale del Sel, che si svolgerà a Roma domenica prossima, interverranno anche il sindaco di Bari Michele Emiliano e quello di Napoli Luigi De Magistris. Giggino si è subito affrettato a precisare che domenica non si celebrerà "né la nascita di un movimento né di un partito né del quarto polo".