Il terremoto non toglie fondi all’Expo: "Le opere sono già state finanziate"

La Moratti e Formigoni: "I soldi ci sono, non serve nessun
ridimensionamento". Oggi il cda della società: attesa una decisione
sulla sede di rappresentanza. Respinta l’ipotesi Castelli su un evento sotto tono per aiutare l’Abruzzo

I soldi per l’Expo ci sono. Dopo l’annuncio shock l’altro ieri del neo viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli, che aveva parlato di un possibile ridimensionamento dell’evento del 2015 a favore della ricostruzione dell’Abruzzo terremotato, ieri il sindaco Letizia Moratti e il governatore della regione Roberto Formigoni sono intervenuti per mettere le cose in chiaro. «Sono certa che nei tavoli istituzionali - ha assicurato la Moratti - si troveranno tutte le soluzioni che possano continuare a dare lo slancio che Expo ha e che può dare al Paese».
A dare man forte al sindaco è intervenuto dal Canada Formigoni, che ha definito «non necessario alcun ridimensionamento delle opere di Expo». «Il tavolo Lombardia - ha ricordato il presidente -, come ha ammesso anche il viceministro, funziona bene. È stato costituito con un decreto del presidente del consiglio e confermato in legge finanziaria e procede grazie al coinvolgimento di molti ministeri. Il tavolo Lombardia - ha aggiunto - sta rispettando il cronoprogramma. Le infrastrutture sono definite e alcuni cantieri sono partiti: la Bre.Be.Mi partirà a luglio e la Pedemontana a settembre». Insomma c’è poco da preoccuparsi, garantisce Formigoni, dal momento che le 17 infrastrutture sono state tutte finanziate: «Questo non vuol dire che abbiamo tutti i soldi in banca, ma che i finanziamenti sono tutti spalmati fino al 2015».
Oggi intanto il consiglio di amministrazione della Soge, la società di gestione, dovrebbe mettere la parola fine alle polemiche scoppiate martedì durante il Cda in merito alla sede della stessa società Expo 2015 Spa, ovvero palazzo Reale, e la richiesta dell’amministratore delegato Lucio Stanca di mantenere il bonus di 150mila euro in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi per cause non imputabili la suo operato. Ad opporsi all’affitto da 1 milione e 150mila euro per 2mila metri quadrati di uffici vista Duomo erano stati il rappresentante della provincia Enrico Corali e quello del tesoro Leonardo Carioni.
Sulla questione del ridimensionamento di Palazzo Reale è intervenuto anche il presidente della Soge Diana Bracco, secondo la quale «almeno per gli uffici di rappresentanza ci vuole una sede di prestigio. Se dobbiamo accogliere i rappresentanti di 150 Paesi di tutto il mondo - ha detto - ritengo che una zona nel centro della città sia molto appropriata. Nel consiglio di amministrazione di domani (oggi, ndr) pomeriggio si troverà una decisione sulla sede e sono fiduciosa che se ne trovi una anche per il bonus sugli obiettivo dell’amministratore delegato. Si è trattato di un equivoco».