Terremoto: scossa, paura e disorganizzazione

(...) I casi più clamorosi, quello delle scuole e quello della Regione Liguria. In ogni Comune, l’evacuazione dei bambini dalle classi è stata decisa autonomamente dai singoli istituti, così come il loro rientro in aula non è stato frutto di una precisa direttiva diramata in tutte le scuole. Un po’ come era accaduto nel caso dell’alluvione, pur se assai più prevedibile del terremoto di ieri mattina.
Eppure proprio perché si è trattato di un evento improvviso e di breve durata, la scossa ha messo a nudo tante inefficenze. La scelta di portare fuori i bambini, quando ormai il sisma aveva ovviamente già fatto sentire i suoi effetti, aveva ormai poco senso. A meno che la scossa non avesse provocato danni o crepe alla struttura, nel qual caso però, nessuno sarebbe dovuto rientrare. Ma soprattutto restano alcune domande senza risposta: perché alcune scuole sono state evacuate ed altre no? Se le procedure di emergenza prevedono che scatti il piano di sfollamento, perché non tutti l’hanno messo in atto? Hanno sbagliato i direttori che hanno portato fuori i bambini, magari rischiando di creare anche panico, o quelli che hanno fatto proseguire le lezioni? La discrezionalità appare poco logica.
E la stessa discrezionalità è stata applicata in maniera «curiosa» anche in Regione, l’unico ente pubblico che ha fatto evacuare i propri uffici. Non tutti però. In strada si sono riversati i dipendenti del nono e dell’undicesimo piano. E gli altri? Potevano morire tranquillamente, o erano solo degli stakanovisti? Il piano di sicurezza in caso di terremoto, in Regione è diviso per piani?
I cittadini, colti di sorpresa dalla scossa così violenta, si sono attaccati al telefono e hanno tempestato di chiamate i centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. In molti si sono riversati in strada, con il naso all’insù per il timore di scorgere eventuali cedimenti. Tutti i sopralluoghi effettuati dalla protezione civile e dalle autorità hanno escluso che il terremoto possa aver provocato danni di una qualche rilevanza. Per precauzione sono stati comunque transennati e verificati alcuni edifici storici. Tra questi anche quello che ospita la biblioteca universitaria in via Balbi. I vigili del fuoco hanno compiuto un’ispezione più accurata dal momento che erano state segnalate cadute di calcinacci dal cornicione, probabilmente anche da quarte decoro. «Piccoli crolli», li hanno definiti i pompieri che non hanno riscontrato altri rischi.
Nel pomeriggio tutti i dati tranquillizzanti sono stati confermati dai vari comunicati degli enti locali. Il Comune ha anche aggiunto che «non è possibile in alcun modo ipotizzare ulteriori scosse sismiche, ma, qualora si venisse in possesso di dati attendibili circa una possibile evoluzione dell'accaduto, verranno forniti tempestivamente gli aggiornamenti del caso».