Terremoto a SocGen Parigi «espelle» Bouton

Parigi Sarà probabilmente Jean-Martin Folz, già presidente di Beghin-Say (quand’era filiale francese del gruppo Ferruzzi) e di Psa (Peugeot-Citroën) il prossimo numero uno della banca parigina Société Générale, sconvolta da una raffica di scandali e - ieri - dalle dimissioni del suo grintoso presidente Daniel Bouton. La gloria di Bouton era stata la resistenza all’Opa di Bnp-Paribas, ma negli ultimi anni SocGen ha inanellato gli scivoloni. Il caso più clamoroso è stato lo scandalo provocato dal trader Jérôme Kerviel, che all’inizio del 2008 è finito sotto i riflettori per aver perso in speculazioni azzardate oltre 5 miliardi di euro di SocGen, che visibilmente aveva chiuso un occhio sulle sue discutibili operazioni. Nel frattempo si è scoperto che almeno altri cinque miliardi erano stati persi a causa dei subprime statunitensi. Adesso sembra che il conto per questi ultimi sia ben più salato.
Bouton è entrato ormai da un anno in rotta di collisione col presidente Nicolas Sarkozy, che ha più volte sollecitato, anche in modo pubblico, le sue dimissioni. Ma per SocGen Bouton era diventato una bandiera d’indipendenza e così è rimasto al suo posto nonostante altre vicende, come il processo per un oscuro traffico di capitali con altri Paesi, tra cui Russia e Israele. Benché non sia stato condannato, Bouton ha ricevuto più d’una ammaccatura al suo orgoglio e alla sua credibilità. Adesso l’ultimo capitolo. Libération ha appena pubblicato rivelazioni su altre perdite di SocGen, che sarebbero state occultate in modo discutibile. La banca ha smentito, ma il governo e l’Eliseo avrebbero colto l’opportunità per rilanciare le pressioni contro Bouton. Oggi - dopo i provvedimenti contro la crisi e a favore delle banche - il potere politico ha mezzi di pressione superiori a un anno fa. Dunque Bouton se ne va dicendo che rinuncerà a possibili super-indennità.