Terremoto, tutti assolti per il crollo della scuola di San Giuliano

Molise, nessun colpevole tra i sei imputati alla sbarra al tribunale di Larino per il crollo della scuola elementare di San Giuliano in cui morirono 27 bambini e una maestra. La rabbia delle famiglie: "Ce li avete ammazzati due volte". Il pm: "Sono molto triste"

Campobasso - Il tribunale di Larino ha assolto tutti i sei imputati nel processo per il crollo della scuola elementare Francesco Iovine di San Giuliano in cui, nel terremoto del 2002, morirono 27 bambini ed una maestra. Al termine della lettura della sentenza del giudice Laura D’Arcangelo si sono verificate scene di rabbia e di isterismo da parte dei familiari delle vittime. "Ce li avete ammazzati due volte", hanno dichiarato i presenti. "Vergogna qui c’è gente che ha perso il suo unico figlio o ne ha persi due". È amaro e duro lo sfogo dei genitori delle vittime che non si aspettavano l’assoluzione per gli imputati nel crollo della scuola, contestando con parole forti la decisione del giudice.

Gli imputati L’ex sindaco Antonio Borrelli, il capo dell’ufficio tecnico comunale Mario Marinaro, il progettista della sopraelevazione, Giuseppe La Serra, e i costruttori Giuseppe Uliano, Giovanni Martino e Carmine Abiuso non sono stati ritenuti colpevoli dei reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni perché il fatto non sussiste. Il procuratore capo di Larino, Nicola Magrone, ribadendo che la causa del crollo della scuola era stata la sua gracilità strutturale, aveva chiesto condanne fra i 5 e i 10 anni. Secondo la difesa, invece, la struttura era solida.

Il pm "Sono molto, molto triste2. Questo il primo commento a caldo del pm, Nicola Magrone, dopo la lettura della sentenza di assoluzione per gli imputati per il crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia. "Sono convinto - ha aggiunto Magrone - che questi bambini li hanno uccisi le persone, ma continua in Italia una lunghissima storia in cui tutto quello che accade è dovuto alla natura e gli uomini sono tutti santi". Alla domanda poi se ricorrerà in appello il pm ha risposto: "Non lo so, perché l’appello è un altro calvario quindi non so se è giusto portare questa gente a un altro calvario perché poi con un tratto di penna si chiude tutto".