Terreni Expo, c'è anche la spa pubblico-privata

Acquisto, comodato, esproprio: a pochi giorni dalle scadenze del Bie la
situazione è ancora in stallo. Oggi nuovo vertice. In sospeso anche i
superpoteri per il sindaco Moratti: non c’è ancora l’ordinanza firmata
dalla presidenza del Consiglio

Expo, oggi il D-day. Sono altissime le aspettative per il vertice di oggi pomeriggio al Pirellone, annunciato dal presidente della Provincia Guido Podestà come quello «decisivo» per la spinosissima questione dell’acquisizione delle aree su cui dovrebbe sorgere l’evento espositivo. Alle 17,30 i soci dovrebbero decidere quale soluzione adottare, anche se risulta difficile crederlo, dal momento che l’atmosfera che si respira dietro le quinte è tutt’altro che conciliante. Comune e Provincia continuano a preferire la strada del diritto di superficie, o comodato d’uso, nella versione originaria (Fondazione Fiera e Cabassi cedono le aree che si estendono su 700mila mq alla società Expo) o «corretta» secondo quello che è passato come il «lodo Podestà» (Fondazione Fiera acquista le aree dai Cabassi e le concede in comodato alla società Expo). Difficile immaginare che Fondazione Fiera possa essere molto generosa: «non sono autorizzato a depauperare il patrimonio della Fondazione» precisa il presidente Giampiero Cantoni.
La Regione, invece, continua a preferire ufficialmente l’acquisto delle aree attraverso la newco, «soluzione che offre maggiori garanzie». Ad accreditare l’opzione dell’acquisto rumors secondo cui durante la giornata di ieri si sarebbero susseguite una serie di telefonate tra il presidente della Fondazione Fiera e il premier per studiare ala costituzione della newco o stu (società di trasformazione urbana). Colloqui smentiti dal presidente Cantoni: «Ho parlato con Berlusconi, che conosco da anni, ma di altri temi». Secondo altre fonti, invece, la strada giusta sarebbe quella della stu (società di trasformazione urbana), che consentirebbe appunto di creare una società per azioni a capitale misto pubblico - privato che acquisirebbe le aree e farebbe entrare nel capitale anche i proprietari, fondazione Fiera e Cabassi. Secondo altre indiscrezioni, invece la soluzione che uscirà dal vertice sarà appunto quella del comodato, l’unica percorribile entro il 19 ottobre, giorno dell’approvazione preliminare del Bie del dossier di candidatura, sfumati i precedenti tentativi di acquistare le aree (incarico affidato dal commissario Moratti alla regione a maggio) e di intesa tra privati, su cui Fiera e Cabassi si sono confrontati tra luglio e i primi di settembre.
Niente di fatto ancora per i super poteri al sindaco. O almeno sul tavolo di Letizia Moratti non è ancora arrivata l’ordinanza firmata della presidenza del consiglio che conferisce poteri aggiuntivi al commissario straordinario per l’Expo. Poteri molto simili a quelli che sono in capo alla Protezione civile per i grandi eventi e che permetterebbero di accelerare pratiche e iter burocratici per la realizzazione delle opere legate a Expo. La stessa ordinanza, però, sarebbe arrivata già firmata da Roma sul tavolo del governatore Formigoni che nel tardo pomeriggio avrebbe accordato parere positivo. Da chiarire ancora il necessario passaggio alla Corte dei Conti, prima che i super poteri passino nella mani del sindaco.