Terreni inquinati, ricorso al Riesame: "Dissequestrare l'area di Calchi-Taeggi"

Per i legali delle due società proprietarie dell'area di via Calchi-Taeggi, buona parte della superficie finita nell'inchiesta della Procura non doveva essere sottoposta a bonifica

La difesa delle società Acqua Pia Antica Marcia e Residenze Parchi Bisceglie, con gli avvocati Nerio Diodà e Giuseppe Bana, hanno presentato ricorso contro il sequestro dell'ex cava di Geregnano in zona Bisceglie. La procura ne aveva disposto il sequestro d'urgenza lo scorso 10 novembre, evidenziando che la falda acquifera sotto il terreno è inquinata da sostanze anche cancerogene. Il sequestro era poi stato convalidato dal gip Cristina Di Censo, che nelle motivazioni censurava il comportamento dei funzionari comunali che avevano autorizzato un piano di bonifica insufficiente, sostenendo che il Comune è sempre stato a conoscenza che nell'area è situata una discarica di rifiuti industriali e pericolosi che produce forte inquinamento. Nell'inchiesta del pm Paola Pirotta sono indagati con le accuse di concorso in avvelenamento delle acque, omessa bonifica e gestione di discarica il responsabile comunale per i Servizi di bonifica, Annalisa Gussoni; il responsabile dei Piani esecutivi per l'edilizia, Achille Rossi; il responsabile delle bonifiche dell'Arpa, Paolo Perfumi; e i rappresentanti delle società coinvolte: Oreste Braga di Antica Pia Acqua Marcia ed Ernesto Boccalatte di Residenze Parchi Bisceglie. Nel ricorso i difensori sostengono che un'ampia parte dei 300mila metri quadrati sequestrati non dovevano essere sottoposti a bonifica, nonostante il Corpo forestale dello Stato abbia individuato la presenza di 1,8 milioni di metri cubi di rifiuti tossici.