Terrore tra la folla, killer uccide un ragazzo

È stato colpito alla testa e al torace. Interrogati parenti e amici

Mariateresa Conti

da Palermo

Gli hanno sparato in pieno centro, in una strada, la via Principe di Scordia, sempre affollata il sabato notte dalle comitive di giovani che passano da un pub all'altro, tirando l'alba. Quattro, forse cinque colpi mortali, quasi si trattasse di un boss, messi a segno da un killer solitario che si è poi dileguato tra la gente. Solo che la vittima, altro che boss, era solo un ragazzo di 20 anni, incensurato, e apparentemente senza ombre. Ovviamente, ed è triste constatarlo ancora una volta in un quartiere, il Borgo Vecchio, in cui l'omertà è legge, tutti dicono di non avere visto niente.
È giallo a Palermo sull'omicidio di Giovanni De Luca, momentaneamente disoccupato ma in procinto di essere impiegato in un grande magazzino. La zona del delitto, dove fiorente è lo spaccio di droga e in generale la microcriminalità, aveva fatto inizialmente pensare a un regolamento di conti. Ma, stando almeno alle prime indagini e alle testimonianze di amici e familiari, Giovanni non aveva alcun conto da regolare: niente cattive amicizie, niente droghe, niente precedenti penali. Insomma, un ragazzo pulito. Di qui il rompicapo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, quella di un delitto legato a una lite con qualche banda di giovani, magari capitata in un luogo diverso da quello del delitto. L'agguato è scattato intorno alle 2 del mattino, praticamente sotto casa del giovane. Giovanni era uscito, come ogni sabato sera. Ma dopo essere rientrato si era accorto di essere rimasto senza sigarette. Di qui la sua decisione di scendere di nuovo, per acquistarne un pacchetto a un vicino distributore automatico. Ha avuto il tempo di percorrere sì e no 50 metri prima dell'appuntamento con la morte. Cosa sia poi realmente accaduto è mistero. Sembra che il sicario lo abbia affrontato da solo, a piedi, cogliendolo di sorpresa. Impressionante la violenza con cui il killer si è accanito su di lui, scaricandogli addosso in pratica un intero caricatore (una pallottola è stata trovata conficcata nella saracinesca di un'autofficina a una trentina di metri). Giovanni si è accasciato all'istante, colpito al petto e alla testa. Il suo assassino, invece, si è dileguato tra i vicoli del popolare quartiere.
Fin qui la cronaca. L'indagine è coordinata dal pm Ambrogio Cartosio. Gli interrogatori di familiari e amici del giovane sono cominciati in nottata e sono continuati per tutta la giornata di ieri. Ma, almeno sinora, non hanno dato alcun esito. A detta di tutti Giovanni era un ragazzo pulito, che non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Scartata la pista della droga - il giovane non era tossicodipendente - a rimanere in piedi è rimasta solo la pista del litigio casuale regolato a colpi di pistola. Si indaga comunque a tutto campo. E si spera, nonostante tutto, in qualche ripensamento delle decine di testimoni oculari che, a caldo, hanno detto di non avere notato nulla.