Terrore in India: 13 bombe 61 morti nello stato dell'Assam

Ancora attentati: raffica di esplosioni nel giro di dieci minuti nell'Assam. Sotto accusa gli indipendentisti che però smentiscono, ma per gli inquirenti è coinvolto un gruppo filo al Qaeda che li appoggia

New Delhi - E' di 61 morti e 470 feriti il bilancio delle 13 esplosioni che nel giro di 10 minuti hanno scosso quattro distretti dello stato nord-orientale indiano dell’Assam. Erano le 11.25 quando la prima esplosione è stata avvertita nella città principale dello stato, Guwahati, sotto la sopraelevata di Ganeshguri, vicinissima al tribunale distrettuale e nei pressi della zona del parlamento locale, ad appena cento metri dalla residenza del primo ministro. Da un cortile del tribunale si è alzato del fumo nero che ha invaso anche l’ufficio del vice procuratore. La polizia crede che l’ordigno sia stato piazzato su un motorino.

Pochi minuti dopo, altre esplosioni sono avvenute nei mercati affollati di Pan Bazar e Fancy Bazar. Alle 11.35 l’ultima, nei pressi del policlinico Dyspur. Quasi simultaneamente, a Kokrajhar, città dell’ovest dello stato, altre bombe sono esplose nel mercato del pesce, in uno di verdure e nei pressi della stazione, mentre altre ancora seminavano il panico nelle città di Barpeta e di Bogaingaon. Sono 31, secondo il bilancio ufficiale annunciato dal primo ministro dell’Assam, Tarun Gogoi, le vittime a Guwahati, dove una folla inferocita con la polizia, per la mancanza di sicurezza, ha attaccato gli agenti che, per difendersi, hanno fatto fuoco in aria. Per questo è stato imposto il coprifuoco in città, poi tolto dopo diverse ore, mentre lo stato di allerta è stato aumentato in tutto il paese. Al momento, non è stata fatta nessuna rivendicazione ufficiale.

Polizia e i politici hanno puntato il dito contro l’Ulfa (United Liberation Front of Assam, Fronte di Unito di Liberazione dell’Assam), che dal 1979 combatte per affermare l’indipendenza dell’Assam da New Delhi, attraverso attentati anche al di fuori dello stato. Aanjan Borthakur, uno degli esponenti pubblici dell’Ulfa, in una mail inviata ad alcuni giornali ha negato il coinvolgimento del suo gruppo negli attentati, condannandoli.

Il governo assamese però non crede a questa presa di distanza ed è convinto, da fonti di intelligence, che altri gruppi abbiano aiutato i separatisti. In particolare, gli agenti indiani sono convinti che sia coinvolto l’Huji, (Harkat-ul-Jihad-al Islami, il Movimento della Guerra Santa Islamica) una formazione terrorista legata ad Al Qaeda, nata in Pakistan con ramificazioni in India e in Bangladesh. Proprio il gruppo di questo stato, confinante con l’Assam avrebbe piazzato la prima bomba di Guwahati di concerto con quelli dell’Ulfa. Su un aspetto in particolare puntano gli inquirenti sono d’accordo: è stato usato in diversi attentati l’esplosivo Rdx, già impiegato dall’Ulfa e, soprattutto, si è trattato di una serie di potenti attentati ben congegnati, che nel giro di 10 minuti hanno gettato nel terrore 4 distretti dell’Assam.

L’India è sotto shock. In meno di sei mesi, il paese ha registrato 64 attentati dinamitardi in sei stati diversi, che hanno provocato la morte di 220 persone e il ferimento di 900. Il ministro degli interni indiano Shivraj Patil, nel condannare le bombe di oggi, ha invitato tutti alla calma.