Terrore alla Nasa: uccide un ostaggio e poi si spara

Houston (Texas) - Terrore al quartier generale della Nasa di Houston quattro giorni dopo la strage al Virginia Tech: un uomo armato ha ucciso un ostaggio e si è tolto la vita. Un altro ostaggio, una donna, è uscita con lievi ferite, ma sana e salva. Il killer l’aveva legata con del nastro isolante, ma l’ha risparmiata. La palazzina 44 al centro dell'allarme era stata evacuata nel primo pomeriggio e decine di agenti di polizia, comprese squadre di pronto intervento Swat, avevano circondato l'area. Il presidente George W. Bush era stato immediatamente informato dell’accaduto. Secondo quanto hanno riferito le autorità locali, l'uomo descritto come «sui 50-60 anni», bianco, in abbigliamento casual, si era chiuso in una sala per conferenze al secondo piano della palazzina dopo aver preso due ostaggi. «Aveva con sé un revolver e lo ha usato», ha detto il portavoce della polizia Dwayne Ready, precisando che «non è ancora chiaro quale sia stato il movente». L’allarme era scattato alle 13.40 locali (le 20.40 in Italia), quando alcuni dipendenti della palazzina che ospita strutture per le comunicazioni avevano segnalato la presenza di una persona armata. L'edificio era stato evacuato ma di due dipendenti non era stato possibile avere una traccia.
Il Johnson Space Center (Jsc) di Houston è da 40 anni l'epicentro mondiale dell'esplorazione spaziale. Il complesso del centro spaziale riunisce circa 3.000 impiegati, in buona parte ingegneri e scienziati. Circa 110 tra i dipendenti sono astronauti.