«Il terrore della vigilia sul fiume»

(...) Inizia così, fra l'incredulità generale, un'altra nottata in attesa della piena del Magra. E pensare che fino a 5 minuti prima mi stavo preparando a festeggiare con i parenti la vigilia di Natale. Ma quella del 24 dicembre scorso è stata invece una vigilia molto diversa, di quelle che non ti aspetti. Subito dopo la telefonata preventiva del Comune iniziano le sirene incessanti della protezione civile che annunciano l'imminente evacuazione dei piani terreni delle abitazioni. Le ore corrono veloci e di colpo il Natale svanisce, non te lo ricordi più. La concentrazione è tutta rivolta al Fiume Magra e al canal Grande che di lì a poco sarà invaso dall'acqua del fiume. Gli amici invece non sanno che sto per vivere un'altra alluvione e sul cellulare continuano a farmi pervenire gli auguri di buone feste mentre io sono con la torcia elettrica a verificare di quanto il fiume si stia progressivamente alzando. Sono le 23 il canale ormai è pieno, invaso dalle acque straripate del Magra. Devo prepararmi al peggio. Subito quindi di corsa ai piani bassi per alzare tutto ciò che è possibile nel minor tempo possibile, ma ovviamente tutto non si può salvare. È un susseguirsi di odori, ricordi, ogni oggetto che ti viene in mano ha la sua storia e vorresti poterlo mettere in sicurezza, ma la piena ormai è alla porta. Nel giro di mezzora l'acqua ha già invaso tutti i locali al piano terra dell'abitazione. Gli stivali sotto il ginocchio non bastano più per camminare, devo salire di un piano e attendere che l'ondata di piena arrivi al picco massimo della sua espansione per poi lentamente riscendere e lasciarsi dietro un limo marrone, acido come un vino diventato aceto. Dentro di me una sensazione di amarezza, rabbia, incredulità mi pervade per il ripetersi, per la terza volta nel giro di soli undici mesi, dell’esondazione del Magra. Io sto lì, solo, con la piena davanti agli occhi fino alla mattina seguente, in cui lentamente scenderò a calcolare i danni, a vedere quanti ricordi si sono salvati e quanti invece svaniti spazzati via dalla piena. Ora è il momento di reagire, devo rimboccarmi le maniche e ripartire. E intanto un altro Natale è passato. Questa volta, è proprio il caso di dirlo, in modo diverso dagli altri.
* consigliere Pdl Comune Ameglia