Terrorismo, accesso in porto solo dichiarando peso e altezza

Varchi blindati. A Genova tessera d’identità, a Savona telecamere termiche

Un’anagrafe con tanto di foto e informazioni biometriche a Genova, un sistema di 60 telecamere fisse e mobili a Savona. I porti liguri si organizzano, dopo che, in seguito agli attentati di Londra del 7 luglio scorso, l’allarme terrorismo internazionale si è fatto più pressante. Le regole di accesso agli scali sono severissime, sia per le persone sia per i mezzi. Ieri il presidente dell’Autorità Portuale genovese, Giovanni Novi, ha firmato l’ordinanza relativa agli accessi controllati. Il piano di security, partito già il primo luglio d’intesa con la Capitaneria, prevede la messa in sicurezza delle infrastrutture generali della zona attraverso l’adeguamento tecnologico dei varchi portuali e il potenziamento del sistema di sorveglianza nei settori commerciale, industriale e passeggeri.
Un’apposita anagrafe rilascerà tessere per la verifica dell’identità delle persone attraverso foto e informazioni sul peso e sull’altezza. Visto l’alto numero di utenti coinvolti, l’operazione è stata suddivisa in tre fasi. La prima si concluderà entro settembre e prevede il rilascio della tessera di identificazione a soci delle Compagnie Portuali, dipendenti dei terminal, addetti alle manovre ferroviarie e a oltre duemila autotrasportatori che accedono abitualmente al porto. Solo dopo, nella seconda e terza fase, la card verrà data prima a tutti gli utenti del distretto industriale, area riparazioni navali, poi ai restanti membri della comunità portuale. L’Authority sta predisponendo anche tecnologie per l’identificazione a distanza di auto e mezzi commerciali. Il progetto è stato realizzato da Autorità Portuale, Sistemi Telematici, Università ed Elsag, in collaborazione con le associazioni di categoria.
Sarà un sistema di sessanta telecamere tra mobili e fisse invece a sorvegliare 24 ore su 24 tutta l’area di Savona-Vado attraverso collegamenti a fibre ottiche. La gestione della sofisticata rete è stata affidata alla Guardia Costiera. Un sistema di controllo che, spiega l’ammiraglio Marco Brusco, comandante del dipartimento ligure delle Capitanerie di Porto, mette a punto le direttive già delineatesi dopo l’11 settembre 2001. «Si tratta di strumenti molto sensibili persino al calore - spiega -, che ci permetteranno di vedere in ogni momento della giornata i movimenti di persone e cose nell’area portuale. Qualora vi fossero problemi saremmo in condizione di allertare tempestivamente le forze di polizia».
Le immagini registrate resteranno per una settimana a disposizione dell’Authority guidata da Rino Canavese. Il che consentirà uno screening storico su tutto ciò che accade nel porto e di rivedere le immagini anche a distanza di tempo».