Terrorismo anti-cristiano a Gaza Bomba contro la scuola delle suore

Nessun ferito ma molta paura all’istituto del Sacro Rosario

Prima erano solo minacce, poi sono arrivate le incursioni e le devastazioni, a ottobre infine il primo assassinio di un pastore evangelista. Da ieri i duemila cristiani di Gaza devono temere anche le bombe. La prima è esplosa all’alba di venerdì, giorno sacro dei musulmani, davanti all’entrata della Chiesa del Santo Rosario. Pochi danni, nessun ferito, ma è un’altra artigliata al cuore di questa minuscola comunità perduta nell’oceano di un milione e mezzo di musulmani della Striscia di Gaza. L’attentato, messo a segno da qualche formazione radicale vicina ad Al Qaida, forse da quello stesso Gruppo Islamico autore lo scorso anno del sequestro di un giornalista inglese, colpisce non solo uno dei simboli cristiani e cattolici di Gaza, ma anche uno dei pochi centri scolastici della Striscia rispettati da tutte le fazioni palestinesi. Nella scuola adiacente alla Chiesa le suore del Sacro Rosario sono gli angeli silenziosi dell’unico istituto della Striscia dove studio ed educazione non vanno di pari passo con l’iniziazione alla politica e alla violenza. Dalla scuola del Sacro Rosario passano i figli di tutta Gaza. Dietro ai suoi cancelli non esistono discriminazioni tra ricchi e poveri, tra musulmani di Fatah e integralisti di Hamas. Una scuola unica per tutti dove la croce è simbolo di serietà, rigore, professionalità. Ci studiava anche Khaled, il primogenito di Mahmoud Zahar, il capo dell’ala dura di Hamas. Khaled morì nel settembre 2003 dilaniato, a 19 anni, dalle bombe israeliane piovute sulla casa di famiglia. Mahmoud, il capo dei duri e puri di Gaza, e padre Manuel Musallam, parroco della chiesa del Santo Rosario, non hanno mai smesso di vedersi. Padre Manuel lo racconta a chiunque va a trovarlo e, anche stavolta, fa di tutto per non puntare il dito contro le diverse fazioni. «Questi attacchi sono il lavoro di singoli individui. Noi abbiamo rapporti eccellenti con tutti i gruppi musulmani».
Le suore del Sacro Rosario ammettono però di sentirsi sempre più nel mirino e riconoscono a denti stretti che per i cristiani di Gaza non c’è più sicurezza. Le prime minacce arrivarono pochi giorni dopo la vittoria elettorale di Hamas quando l’intera Gaza scese in piazza per protestare contro le vignette su Maometto pubblicate in Danimarca. Un anno dopo arrivò la prima incursione e la devastazione della chiesa. Lo scorso ottobre misteriosi killer eliminarono Rami Ayad, un palestinese 31enne di fede evangelista. Ora la nuova bomba fa tremare i duemila cristiani e solleva nuove incognite sulle sopravvivenza di una comunità sempre più sola, sempre più nel mirino dell’estremismo islamico.