Terrorismo, Berlusconi: "Paura per la famiglia Ho 5 figli e tanti nipoti"

Il Cavaliere critica il raid della Nato durante il quale hanno perso la vita Saif Islam e tre bambini: "Fatto gravissimo se hanno volutamente ucciso il figlio di Gheddafi"

Roma - Il fattore umano. L'attacco a Bin Laden la promessa di ritorsioni da parte dei fondamentalisti e la morte del figlio di Gheddafi e dei suoi tre figli durante i raid Nato. Ho cinque figli e tanti nipoti... Silvio Berlusconi, durante il vertice di maggioranza sulla Libia, si è lasciato andare ad una riflessione preoccupata sull’ipotesi che il terrorismo internazionale possa vedere in lui, ma soprattutto nei suoi familiari, un possibile obiettivo. Una riflessione, quella del presidente del Consiglio, che diversi presenti hanno legato non solo a possibili ritorsioni dalla Libia del colonnello Muammar Gheddafi, ma anche all’uccisione di Osama Bin Laden. Poi il Cavaliere avrebbe rpecisato: "Sono tre-quattro giorni che non dormo per questa situazione".  

Le preoccupazioni di Berlusconi Mentre Bossi è al lavoro per evitare che "i costi della guerra ci uccidano", Berlusconi si impegna affinché tutte le mosse dell'Italia rientrano a pieno nelle regole della Nato. Durante il vertice di questa mattina, secondo quanto riportano fonti vicine alla maggioranza, il premier avrebbe dimostrato una forte indignazione per la morte del figlio del raìs. "Se hanno volutamente assassinato il figlio di Gheddafi - sarebbe il ragionamento del Cavaliere - si tratterebbe di un fatto gravissimo perché l’omicidio non rientra fra gli obiettivi della missione alleata". Ad ogni modo, Berlusconi ha insistito affinché il governo si mostri unito e compatto. "Non è vero che abbiamo ceduto alla Francia - avrebbe spiegato - abbiamo mantenuto le mostre posizioni ed i francesi hanno promesso di prendere una posizione netta in sede europea sul problema dell’immigrazione".

La Nato frena sulla tempistica La Nato non è in grado di fissare un termine alla durata della missione militare in Libia. "La missione durerà il tempo che sarà necessario", ha assicurato il vice ammiraglio Rinaldo Veri, responsabile delle attività marittime di Unified Protector. Il figlio di Gheddafi, dichiarato morto in un raid della Nato a Tripoli, non era un target dell’Alleanza: "Noi non attacchiamo individui. Tutti i nostri target sono militari". La portavoce della Nato Oana Lungescu ha aggiunto che la Nato non può confermare la notizia sulla morte Sail al Arab e che l’Alleanza si rammarica per la perdita di ogni vita umana.