Terrorismo, il Brasile nega l'estradizione di Battisti

Concesso lo status di rifugiato politico all'ex terrorista: <strong><a href="/a.pic1?ID=320914">lo scrittore noir con 4 omicidi nel curriculum</a></strong>. La Corte suprema brasiliana pronta a firmare la scarcerazione. L'ex leader di Prima Linea, Maurice Bignami: <strong><a href="/a.pic1?ID=320942">la sinistra scorda il terrorismo</a></strong>

Rio de Janeiro - Il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi tra il 1977 e il 1979, la cui estradizione era stata chiesta tempo fa dall'Italia a Brasilia. Battisti, 52 anni, si trova agli arresti in un carcere della capitale brasiliana dal marzo dell'anno scorso.

L'estradizione negata "E' tradizione del Brasile considerare di concedere lo status di rifugiato politico ogni volta che riteniamo che esiste un fondato timore di persecuzione politica contro un cittadino", ha spiegato Pedro Abromovay, segretario agli affari legislativi del ministero della giustizia. L'annuncio è arrivato tramite un comunicato diffuso nella notte dal ministro della Giustizia, Tarso Genro, che si è così pronunciato in modo opposto a quanto deciso dal Conare (Comitato Nazionale per i Rifugiati), che nel novembre scorso aveva respinto per tre voti contro due la richiesta di asilo politico formulata da Battisti. La nota ricorda che la decisione riguardante "lo scrittore italiano Cesare Battisti" è stata presa sulla base "dello statuto dei rifugiati del 1951 e della legge 9.474 del 1997", che prevedono quali ragioni valide per la concessione dello status di rifugiato "il fondato timore di persecuzione per motivi di razza o di opinione politica". La nota segnala tra l'altro che Battisti è stato condannato solo dopo la sua fuga in Francia nel 1981, sulla base di accuse non fondate su prove certe, ma della testimonianza del pentito Pietro Mutti.

I timori di Battisti Qualche giorno fa, in un'intervista al settimanale brasiliano Epoca, Battisti aveva detto di essere sicuro di "finire morto" nel caso di un rientro in Italia, dichiarandosi "certo che se tornassi, finirei vittima di una vendetta. Nel 2004 ho sofferto in Brasile - aveva precisato - un tentativo di sequestro da parte dei servizi segreti paralleli italiani". In dichiarazioni apparse ieri sul quotidiano Estado de S.Paulo, Genro aveva ricordato che stava "cercando informazioni sul tipo di punizione che hanno sofferto gli apparati illegali di repressione che agirono in Italia in quel periodo, e che erano legati alla mafia e alla Cia. Devo conoscere questo perché, se questi apparati sono ancora intatti, c'é un rischio per Battisti". Genro aveva subito dopo aggiunto che nel caso di un sospetto fondato che una persona possa soffrire qualsiasi tipo di persecuzione in patria in relazione a fatti collegati alla propria azione politica, "questa persona deve essere considerata rifugiata".

L'archiviazione della richiesta Il ministro ha informato della sua decisione nella tarda serata di ieri il presidente Luis Inacio Lula da Silva, hanno ricordato gli on line brasiliani subito dopo la pubblicazione della nota, precisando che "la concessione di tale status non passa dalla Presidenza della Repubblica", ed è pertanto "responsabilità del ministero della Giustizia". Ora, ricordano i media, il Tribunale supremo federale del Brasile (Stf) dovrà archiviare la richiesta di estradizione avanzata da Roma. 

L'imminente scarcerazione Secondo una portavoce del ministero della Giustizia brasiliano Battisti sarà scarcerato non appena il presidente o il vicepresidente della Corte Suprema del Brasile firmeranno l’ordine di scarcerazione, ha detto la portavoce. La decisione ultima sull’estradizione spetta alla Corte, ma il tribunale supremo, ha detto la portavoce, non ha il potere di revocare lo status di rifugiato politico concesso dal ministero. Battisti non potrà comunque essere scarcerato fino alla firma della Corte. Il comunicato del ministero della Giustizia uscito questa notte cita lo Statuto dei Rifugiati che prevede come motivo di concessione dell’asilo il "fondato timore di persecuzioni per motivi di razza o di opinioni politiche". Secondo il ministro Tarso, la sentenza italiana riconosce questa connotazione politica poiché cita il reato di associazione sovversiva "con la finalità di sovvertire il sistema economico e sociale del paese".

Lo sdegno del governo Forte il rammarico della Farnesina che, in una nota, esprime "viva sorpresa" per la decisione. "Siamo assolutamente dispiaciuti e delusi dalla decisione del governo brasiliano di concedere lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti", ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano facendo sapere che conta di "parlare già oggi con il collega Frattini per valutare nuove iniziative". Alfano telefonerà nelle prossime ore al ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro per la concessione dello status di rifugiato politico a Battisti. Lo rende noto il ministro degli Esteri Frattini che ha a sua volta parlato con Alfano. È stato proprio Genro a ribaltare, in senso favorevole a Battisti, la precedente decisione del comitato nazionale per i profughi del Brasile.

La mossa della Farnesina Su istruzione del ministro Frattini il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, ha convocato questo pomeriggio l’ambasciatore del Brasile a Roma, Adhemar Gabriel Bahadian. Secondo quanto si legge in una nota della Farnesina, nel corso del colloquio Massolo ha sottolineato, a nome del governo italiano, "la sorpresa e il rammarico" per la decisione del ministro della Giustizia brasiliano di accogliere il ricorso di Battisti contro la decisione a suo tempo presa dal comitato nazionale per i rifugiati. Il segretario generale ha in particolare evidenziato "lo sdegno unanime2 di tutte le forze politiche parlamentari nonché dell’opinione pubblica e dei familiari delle vittime, esprimendo forti perplessità sulle motivazioni alla base del provvedimento. Massolo ha quindi ribadito il fermo appello alle autorità brasiliane affinché, nel rispetto delle procedure interne, la decisione possa essere riconsiderata.

Spataro: "E' una farsa" "È una decisione che sa di farsa quella del ministero della Giustizia brasiliano". Lo afferma il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, secondo il quale "ipotizzare che Battisti possa essere oggetto di una persecuzione da parte della giustizia e dello Stato italiano è offensivo per il nostro sistema e per le persone che Battisti ha ucciso e fatto uccidere".

Alemanno scrive a Lula Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha scritto una lettera al presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva. Nella missiva al presidente del Brasile, Alemanno ricorda la ferita ancora aperta non solo per gli italiani ma soprattutto per coloro che "hanno perso i loro familiari durante quelli che in Italia abbiamo imparato a chiamare gli anni di piombo, in cui si è assistito ad una assurda violenza criminale travestita da lotta politica".