Terrorismo, Erdogan attacca il partito curdo

Turchia, si fa più teso il clima politico in previsione delle
elezioni amministrative del prossimo marzo. L’Akp, il partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo al
governo, è giù nei sondaggi. Il premier lo sa "marca" il territorio la leadership dell’Akp è incontrastata, ossia il sud-est del Paese

Istanbul - Si fa più teso il clima politico in previsione delle elezioni amministrative del prossimo marzo. L’Akp, il partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo al governo, è giù nei sondaggi. Il premier Recep Tayyip Erdogan lo sa fin troppo bene e quindi ne ha approfittato per marcare il territorio laddove la leadership dell’Akp è pressoché incontrastata, ossia il sud-est del Paese.

Parlando nella località di Van, uno dei luoghi interessati dal progetto per rilanciare economicamente l’Anatolia sud-orientale, il premier ha affrontato il problema della guerriglia curda e della destabilizzazione che da anni soffre questa parte del Paese. E non ha risparmiato sfrecciatine al Dtp, il partito curdo per la società democratica, che rappresenta l’avversario più temibile in questa regione. «Il governo continuerà a servire fedelmente la sua gente e a prendersi cura dell’integrità e dell’unità della nazione - ha detto Erdogan - Il peggior timore per un’organizzazione terroristica è che aumenti il livello di benessere della regione in cui opera, perché in questo caso la sua azione diventa molto ma molto più debole. Otteremo contro tutti questi problemi, senza fare discriminazioni. Nessuno deve avere dubbi del fatto che il governo manterrà un’atmosfera di fiducia e stabilità fino alla fine».

E poi l’affondo al Dtp: «C’è un partito che dice di rappresentare i cittadini di origine curda. Che vantaggi ha prodotto fino a questo momento? Hanno fatto qualcosa contro il problema del terrorismo? Dovremmo metterci nelle condizioni per risolvere i problemi tutti insieme». Le parole di Erdogan arrivano in un momento molto particolare.

Il mese di ottobre ha visto un rinfocolarsi della guerriglia curda e decine di militari turchi hanno perso la vita sul confine. Sempre nel mese di ottobre il parlamento turco ha rinnovato all’esercito il nulla osta per agire oltre confine, nella regione autonoma curda del Nord Iraq, dove, secondo le forze armate, si nascondono le cellule più pericolose del Pkk, il partito dei lavoratori del Kurdistan, che lotta per la creazione di uno stato curdo indipendente in territorio turco. Al momento il Dtp si trova in stato di accusa da parte del Procuratore capo di Ankara, Abdurrahman Yalcinkaya, che ne ha chiesto la chiusura per attività separatiste e supporto alla guerriglia di matrice curda.