Terrorismo Islam: quindici condannati a Milano

Condannati quindici presunti terroristi islamici a pene comprese tra i sei
mesi e gli otto anni e sei mesi di reclusione. Il gruppo faceva parte di un'organizzazione che inviava martiri o attentatori in
Iraq e in Afghanistan e faceva proselitismo anche in alcune moschee milanesi. Pesanti offese in aula al procuratore aggiunto Spataro

Milano  - E' stato un finale di processo abbastanza movimentato. "Sei un criminale, servitore degli Stati Uniti e complice dell’America di Bush". Lo ha urlato, rivolgendosi al procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, il presunto terrorista islamico tunisino Dridi Sabri, condannato oggi dalla Prima Corte d’assise di Milano, assieme ad altre 14 persone, nel processo a carico di un gruppo accusato di inviare martiri o attentatori nelle zone di guerra, finanziandosi attraverso il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dopo la lettura della sentenza da parte dei giudici, sono entrati in aula alcuni esponenti di un "comitato anti razzista" milanese, gridando ai magistrati "voi siete i terroristi" ed esponendo uno striscione con su scritto "Processo di guerra". Dopo le urla degli esponenti del Comitato, anche alcuni imputati si sono messi a gridare e tra questi proprio il tunisino Sabri. Rivolto a Spataro, capo del pool antiterrorismo che era in aula assieme al collega Nicola Piacente, il tunisino ha detto: "Sei un servitore dell’America, un criminale".

Quindici condanne: fino a 8 anni e 6 mesi Stando ai capi di imputazione, il gruppo cercava di fare proseliti nelle moschee milanesi di viale Jenner e di via Quaranta, attraverso video, sermoni e altri documenti di propaganda fondamentalista. A 5 anni e 11 mesi di carcere è stato condannato Imed Zarkaoui che, stando alle indagini, teneva i contatti con i componenti dell’associazione che agivano all’estero: in Francia,Spagna, Regno Unito, Portogallo, Romania, Algeria e Siria. Il tunisino Sabri, invece, per cui il pm aveva chiesto 10 anni, era accusato di essere a capo della cellula milanese del gruppo, con funzioni di direzione e organizzazione anche di altri gruppi attivi a Reggio Emilia e in Liguria. Nella scorsa udienza, facendo dichiarazioni spontanee, Sabri aveva anche citato una frase di Papa Giovanni Paolo II e chiesto "perdono". Nel corso dell’udienza preliminare e del processo alcuni imputati si erano spesso lasciati andare ad intemperanze. In più occasioni avevano protestato perché volevano indossare in aula un copricapo musulmano, mentre un’altra volta uno di loro, Ignaoua Habib, rivolto ai magistrati aveva gridato: "Complici degli ebrei, fascisti". Habib, estradato dalla Gran Bretagna nel novembre 2008, è stato assolto.