Terrorismo, linea dura del Viminale Maroni: sciogliere i gruppi pericolosi

Una norma per poter sciogliere le associazioni che fanno propaganda terroristica:è la proposta che il ministro degli Interni. Maroni: &quot;E' una questione di sicurezza nazionale&quot;. Massima allerta durante il periodo natalizio, verranno intensificati i controlli in tutto il Paese<br />

Firenze - Una norma per poter sciogliere le associazioni che fanno propaganda terroristica: la proporrà Roberto Maroni, ministro degli Interni, che l’ha spiegata ai giornalisti a margine di un convegno di Confcommercio a Firenze. "Inserirò nel pacchetto sicurezza una norma - ha detto - in base alla quale il ministro dell’Interno possa sciogliere un’associazione per gravi motivi di sicurezza nazionale". Maroni ha ricordato che "il ministro dell’Interno può sciogliere le associazioni che fanno propaganda xenofoba e razzista, e anche i Comuni per gravi motivi di ordine pubblico, ma non può intervenire su chi fa propaganda terroristica".

Intensificare i controlli
durante il Natale "Questa mattina abbiamo diramato una circolare a tutte le Prefetture e a tutte le Questure per intensificare i controlli durante il periodo natalizio in quei luoghi in cui c’è affollamento, cioè supermercati, centri commerciali, luoghi di culto e chiese per prevenire" azioni terroristiche. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, a margine del convegno Sicurezza e imprese che si è tenuto oggi pomeriggio a Firenze. "La nostra attenzione - ha aggiunto il ministro - è altissima". 

"Questione di sicurezza nazionale" "Stiamo facendo e termineremo a breve una ricognizione completa in tutta Italia di tutti quei centri in cui si fa preghiera ma non solo per capire, luogo per luogo, se ci sono le condizioni di sicurezza, per capire se possono rimanere aperti o debbano essere chiusi". Facendo riferimento ai recentissimi fatti di Milano dove sono stati arrestati islamici intenzionati a preparare attentati terroristici, Maroni ha precisato a proposito della ricognizione sui centri di ritrovo dei musulmani in Italia: "È una questione di sicurezza nazionale che per me viene prima di ogni altra considerazione".