Terrorismo, Londra riduce il grado di allarme

Lorenzo Amuso

da Londra

Londra cerca di allontanare l'incubo terroristico e lentamente torna alla normalità. Ieri il ministero degli Interni John Reid ha confermato l'abbassamento del livello di allarme da «critico» a «grave». Una misura giustificata dal convincimento che una nuova ondata di attentati terroristici è sì «molto probabile», ma non più «imminente». Poche ore più tardi anche il dipartimento americano per la Sicurezza nazionale ha diminuito da «rosso» ad «arancione» il livello d'allarme convenendo con le autorità britanniche che al momento un attacco resta una drammatica, ma non incombente, eventualità.
Dopo cinque giorni convulsi e frenetici, scanditi da un ininterrotto susseguirsi di allarmi, timori e divieti «precauzionali», la mossa del governo appare come un auspicio per un rapido ritorno all'ordinaria quotidianità. Ma rappresenta anche un'iniziativa obbligatoria per evitare il collasso del sistema di trasporti aereo nazionale (anche ieri si sono registrati disagi: voli annullati, lunghe code, passeggeri che bivaccavano nelle sale d’attesa). Così, nonostante Reid si sia affrettato a ribadire che la scelta di abbassare il livello di guardia sia stata suggerita dagli ultimi rapporti dell'intelligence, molti commentatori ritengono che il ministro abbiano ceduto alle enormi pressioni delle compagnie aeree e degli aeroporti.
Durante il week-end ad Heathrow sono stati cancellati un terzo dei voli in partenza e arrivo. Un'emergenza solo in parte rientrata nei primi due giorni della settimana, ma destinata con ogni probabilità a risolversi fin da oggi, quando sarà nuovamente consentito ai passeggeri in partenza dalla Gran Bretagna di portare con sé un bagaglio a mano. L'iniziativa è stata presa subito dopo l'annuncio di Reid. Così dalle 5,30 di oggi dagli scali di Heathrow e Gatwick non è più necessario rinunciare ai propri effetti personali durante il volo. Restano comunque in vigore misure alquanto restrittive: sarà possibile portare a bordo una sola borsa, meglio una valigetta ventiquattr'ore, di dimensioni contenute (45 cm di larghezza, 35 cm di altezza, 16 cm di profondità). Sì al trasporto di cellulari e computer, mentre resta in vigore il divieto per le sostanze liquide (uniche eccezioni: medicinali salvavita e latte per neonati).
D'altronde le severissime misure di controllo introdotte all'indomani del blitz di Scotland Yard, che giovedì scorso ha portato all'arresto di 24 sospetti terroristi, non erano più sostenibili, denuncia la «Baa», l'ente che gestisce i principali aeroporti britannici. L'unica alternativa sarebbe stata la riduzione del 30% di tutti i voli, con danni economici ingenti per le compagnie aeree. Neppure la massima allerta, comunque, ha potuto evitare che si registrassero crepe, anche macroscopiche, nel sistema di sicurezza innalzato. Disattenzioni quasi inevitabili in momenti meno agitati, ma grottesche se contestualizzate all'interno dell'enorme sforzo profuso per garantire le massima protezione ai voli di linea.
Lunedì un volo della British Airways, decollato in serata per New York con 231 persone a bordo, è stato costretto a rientrare dopo meno di due ore a Heathrow. Motivo del dietro-front, un misterioso cellulare, di cui non si conosce il proprietario, che ha squillato proprio nel momento del decollo. È stata la stessa compagnia di bandiera britannica a confermare l'incidente giustificando il rientro «come una misura precauzionale». Inizialmente l'equipaggio a bordo aveva deciso di proseguire la rotta, ma dopo essersi consultato con i rappresentati della sicurezza dell'aeroporto, il capitano ha preferito rientrare a Londra, assecondando la volontà dei passeggeri.