Terrorismo, mille uomini per la simulazione

La zona rossa, intorno alle «esplosioni», avrà un raggio di 500 metri. I primi a intervenire saranno poliziotti e magistrati. Gli elicotteri delle squadre speciali, del 118 e del pronto intervento atterreranno al Castello sforzesco

Roberto Bonizzi

Tre settimane all’esercitazione generale. Venti giorni che serviranno per rodare i meccanismi di emergenza: alle 12 del 23 settembre il tempo per pianificare sarà terminato. I mille uomini impegnati nel primo test anti attacco terroristico prenderanno i loro posti ed eseguiranno alla lettera la procedura. L’obiettivo sensibile prescelto, la stazione Cadorna, sarà messa «sottosopra» dalla simulazione voluta dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. Due attacchi simulati in rapida successione: un treno speciale delle Ferrovie Nord e un vagone della metropolitana rossa. Oltre ai mille uomini, tra forze dell’ordine, personale di soccorso, medici e infermieri, saranno impiegati 30 figuranti che avranno il ruolo di «vittime» e altri 300 di feriti.
Tutto definito, quindi, ma dalla prefettura arriva anche qualche segnale di variabilità. Visti l’imprevedibilità e l’effetto sorpresa sfruttati solitamente dai terroristi, come si è visto a New York, Madrid, Londra e Sharm el Sheik, all’ultimo momento potrebbe arrivare, dal Viminale o da corso Monforte, l’ordine di «cambiare programma». Trasferendo uomini e mezzi su Garibaldi o Centrale, le altre due stazioni milanese con caratteristiche simili a Cadorna. Sembra ormai tramontata, invece, l’ipotesi di simulare un attacco contemporaneo all’aeroporto di Linate. Lo scalo Forlanini, infatti, al pari degli altri hub italiani e internazionali ha proprie procedure di sicurezza e di emergenza che vengono testate periodicamente. «Linate non è stato scartato - commenta il questore Paolo Scarpis -. Ma negli aeroporti esiste già un piano di esercitazioni specifico. Si tratta di aree tutelate in modo particolare da strutture apposite».
Una simulazione che, nei piani degli organizzatori, dovrà essere il più aderente possibile alla realtà con i milanesi che saranno informati in anticipo per non intralciare l’intervento di forze dell’ordine, protezione civile e 118. «Prefettura e questura - spiega ancora Scarpis - stanno studiando misure per poter testare efficacemente gli apparati di pronto intervento nel corso di queste prove. I cittadini comunque saranno adeguatamente informati e la città, durante l’esercitazione, vivrà normalmente le sue attività».
Immediatamente dopo le esplosioni simulate scatterà la procedura di emergenza. Il confine della zona rossa, quella a ridosso della deflagrazione, sarà portata a 500 metri, margine di sicurezza necessario in caso di attacco chimico o batteriologico. Tutto intorno verranno create altre due aree concentriche, zona gialla, attrezzata per i primi soccorsi, e zona verde, per tenere lontani i curiosi. Il compito di presidiare il cordone sarà affidato a vigili urbani, polizia e protezione civile. I primi a entrare in azione saranno poliziotti e magistrati, con il compito di contare morti e feriti e di bloccare i terroristi. Seguiti da medici, infermieri e vigili del fuoco. Immediatamente saranno allertati obitorio, medicina legale, Asl e ospedali per il piano regionale di emergenza sanitaria.
Gli elicotteri dei reparti speciali e del 118 atterreranno al Castello sforzesco. Sul cielo della città sarà applicato il divieto di sorvolo e l’intera zona sarà evacuata, i circa 300 residenti saranno trasportati nelle scuole del quartiere. Attraverso i collegamenti via radio, gestiti dalla sala operativa della prefettura, saranno allertati i 5mila taxi di Milano perché si tengano a distanza da piazzale Cadorna.