Terrorismo, in preparazione un bis del 7 luglio a Londra

Volevano colpire con autobomba 10 sospetti arrestati sabato

Erica Orsini

da Londra

Le bombe del 7 luglio avrebbero dovuto avere un seguito. Progettavano infatti nuovi attentati i dieci uomini arrestati sabato in Gran Bretagna. Secondo notizie apparse ieri sul Sunday Times la polizia ritiene possano fare parte di una cellula terroristica coordinata direttamente dal capo di Al Qaida in Irak, il feroce Abu Musab al-Zarqawi. Fonti della sicurezza hanno fatto sapere che non solo gli arrestati avevano in mente di attaccare nuovamente la capitale, ma che stavano anche reclutando nuove forze nel Regno Unito da mandare a combattere contro i soldati della coalizione in Irak.
Quello che dunque poteva apparire in un primo momento come il solito rastrellamento di routine che si conclude con il rilascio in massa dei sospetti, si è rivelato invece un'operazione importante che potrebbe aprire nuove piste d'indagine sul fronte degli attentati in Gran Bretagna. Dei dieci uomini finiti dietro le sbarre, tre sono stati arrestati nella cittadina industriale di Croydon, a sud di Londra, quattro a Wolverhampton e tre a Derby. «Tutto questo è il risultato di una proficua collaborazione tra Scotland Yard e i servizi segreti», ha detto al Sunday Times un funzionario dell'antiterrorismo, spiegando anche che per ora è troppo presto per sapere quali obiettivi volessero colpire i sospetti o quando pensassero di entrare in azione. La polizia ha comunque già escluso che tra questi uomini e i terroristi del 7 luglio vi fossero dei collegamenti.
Gli uomini arrestati avrebbero comunque progettato degli attacchi utilizzando armi convenzionali come autobomba da far esplodere nelle zone più affollate della città. Anche sulla possibilità di attentati suicidi Scotland Yard è rimasta nel vago. Per ora si sa con certezza che non sono stati trovati esplosivi nel corso delle perquisizioni che sono proseguite ieri e continueranno anche nei prossimi giorni. Attualmente i dieci uomini arrestati si trovano sotto interrogatorio nelle stazioni di polizia nelle Midlands occidentali, nel Derbyshire e a Londra dove potranno venir trattenuti - in base alla legge vigente - per quattordici giorni prima di venir incriminati oppure rilasciati.
Quello che ora interessa agli investigatori è sapere se esiste un legame tra questi terroristi e l'estremista giordano Al Zarqawi, sanguinario braccio destro di Osama bin Laden in Irak, ritenuto personalmente responsabile della decapitazione di molti ostaggi occidentali, tra cui anche uno britannico. Il suo network terroristico è quello che negli ultimi mesi ha progettato e compiuto gli attentati più gravi nel Paese dell'ex dittatore Saddam Hussein e i servizi segreti internazionali sono certi che egli intenda estendere le sue operazioni criminali anche all'Europa occidentale. Riuscire a smembrare parte delle sue cellule in Gran Bretagna avrebbe quindi un importanza vitale.
Intanto emergono altri dettagli sugli attacchi già sventati nel mondo dopo l'11 settembre. La scorsa settimana la Casa Bianca ha diffuso una lista con i 10 attacchi «falliti» orditi da Al Qaida contro obiettivi americani e inglesi. Tra questi - ha rivelato sempre il Sunday Times - vi sarebbe anche quello contro l'aeroporto di Heathrow, sventato nel 2003. Sembra infatti che nel febbraio di quell'anno i servizi segreti siano venuti al corrente di un piano per colpire il più grande scalo aeroportuale londinese mediante il dirottamento di un aereo proveniente da un aeroporto meno «controllato» come, ad esempio, quelli dell'est europeo. I terroristi avrebbero voluto impadronirsi di un aereo di linea polacco o estone per poi attaccare Heatrow provocando così una carneficina. Sarebbe stata - secondo il codice «etico» di Al Qaida - la «giusta punizione» per essere entrati in guerra contro l'Irak al fianco degli americani. Quando l'attacco venne evitato il governo si rifiutò di fornire dettagli precisi sull'accaduto e il primo ministro Blair fu anche accusato di voler far salire la tensione per giustificare la guerra. Dopo le bombe del 7 luglio e gli ultimi dettagli emersi, si può affermare con ragionevole certezza che le cose non stavano così.