Terrorismo, il Vaticano sotto assedio

Daniele Petraroli

Torna ad aleggiare la paura del terrorismo islamico sulla Città Eterna. A scatenare le parole di odio degli estremisti, questa volta, le dichiarazioni di papa Benedetto XVI all’università di Ratisbona su Maometto e guerra santa. «Giuriamo di distruggere la loro croce nel cuore di Roma - il testo diffuso ieri via internet dal gruppo armato iracheno Jaiesh al Mujaheddin - e che il loro Vaticano sarà colpito e pianto dal loro papa». Sale l’allerta antiterrorismo, dunque. E obiettivi sensibili diventano a questo punto anche le chiese e i luoghi di culto. In occasione dell’Angelus di questa mattina a Castelgandolfo, per esempio, sono stati intensificati i controlli di sicurezza che riguarderanno un’area più estesa del solito. Getta acqua sul fuoco, invece, il prefetto Serra: «L’attenzione su Roma e il Vaticano è alta ma non creiamo allarmismi. I romani devono continuare a vivere normalmente».
Ma contro la minaccia terroristica sono intervenute proprio le comunità islamiche presenti nella Capitale. «Sono minacce assolutamente da rigettare - ha voluto precisare il presidente della comunità egiziana di Roma e italiana Adel Amer -. Noi egiziani siamo e saremo sempre oppositori di qualsiasi forma di violenza, da qualsiasi parte essa venga. L’Islam non è una fazione, non è un gruppo terroristico. È una fede. E porta concordia, pace, dialogo. Roma, poi, è sempre stata aperta e neutrale, ci ha dato tanto. Non possiamo fare male ad una città e a un Paese come l’Italia che ci ha dato lavoro, istruzione. Sarebbe fare male a noi stessi. Chi minaccia di portare violenza commette un grosso errore».
Parole simili quelle del consigliere aggiunto, e segretario dell’Acmi (la confederazione dei marocchini in Italia) Aziz Darif: «È impossibile pensare di colpire Roma e l’Italia che sono parte di noi, della nostra vita, della nostra identità. Questa città, poi, è anche simbolo del dialogo tra popoli, di incontro tra religioni ed è diventata emblema di convivenza pacifica». «E questo pensiero - aggiunge Darif - è quello della comunità islamica di Roma. Anche venerdì, durante la preghiera in moschea, l’imam di Roma non ha fatto alcun riferimento all’episodio».
Anche la comunità pachistana si schiera decisamente contro il terrorismo difendendo la città d’adozione. «Le minacce di eventuali attentati contro la città di Roma e il Vaticano non sono nemmeno da prendere in considerazione - sono le parole di Jawed Khan rappresentante della comunità a Roma - L’Islam è una religione di pace, di dialogo e di convivenza reciproca».