Il «terrorista islamico» è un tabù per gli studenti di sinistra

Sono l’ideatrice e coordinatrice di un corso di scrittura creativa dell’Università Cattolica di Milano. Quest’anno l’obbiettivo era il romanzo collettivo. La struttura globale della pubblicazione doveva essere questa: romanzo collettivo, critica (quindi autocritica), articolo di giornale sul corso, fiction, soggetto cinematografico tratto dal romanzo. Il soggetto tratto dal romanzo trattava di un kamikaze innamorato il quale rinunciava ad un attentato in nome dell’imminente paternità.
C’è stato un gruppo di sinistra che per tutto il corso ha criticato, attaccato, reso l’atmosfera irrespirabile e, infine, ha bloccato la pubblicazione perché l’argomento «terrorista islamico» non si tocca. Io sono sconvolta. Ho sempre lottato per la libertà di pensiero e di parola. Mi chiedo con questo governo al potere dove andremo a finire se tanto mi dà tanto.