Un terrorista si fa esplodere a Linate

L’esercitazione antiterrorismo - la terza all’aeroporto di Linate - è servita a «testare, simulando un attacco kamikaze, operatività, tempi di reazione e modalità di intervento delle forze di polizia e il grado di cooperazione e coordinamento di chi vigila sulla sicurezza aeroportuale». È avvenuta l’altra sera e l’attività dello scalo è stata sospesa fra le 20,20 e le 21:30. La questura ha spiegato ieri che l'esercitazione, denominata «Human Threats» prevedeva che un attentatore suicida, raggiunta l'area check-in dell'Alitalia, si facesse esplodere causando il decesso e il ferimento di alcune persone mentre, in contemporanea, un altro attentatore, munito di un ordigno «potenzialmente più lesivo», tentasse di raggiungere l'area imbarchi per salire su un aereo e farsi esplodere. L'esercitazione ha coinvolto Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, gli altri enti che cooperano alla sicurezza, i Vigili del fuoco di Linate e il pronto soccorso dell'aeroporto. È stato richiesto anche l’intervento del 118 ed è stata interessata anche la Protezione Civile che ha fornito «comparse» e attrezzature per rendere la simulazione più veritiera. Le esercitazioni devono testare l'efficacia del piano antiterrorismo dell'aeroporto e delle leggi in materia, i tempi di reazione del dispositivo di sicurezza e il coordinamento fra enti. La prima si era svolta il 23 novembre 2004 (attentato terroristico mirato al tentativo di esplosione di un aereo parcheggiato nel sedime aeroportuale), la seconda il 9 ottobre 2005 (tentativo di attacco ad un aereo in fase di atterraggio con armi convenzionali).