Terza busta in due giorni per minacciare Loiero

da Milano

Per Agazio Loiero siamo alla terza minaccia di morte. Ieri mattina nell’abitazione di campagna del presidente di centrosinistra della Regione Calabria è stata trovata una terza busta, contenente il medesimo ed esplicito messaggio delle altre due, trovate sabato dalla moglie e dalla figlia del governatore in mattinata e dall’autista in serata.
Nella busta di nuovo una foto di Loiero marchiata «condannato a morte» e il disegno di una croce. Mancava il proiettile calibro 38, probabilmente andato perso durante la «consegna». La minaccia è stata lasciata sotto un albero vicino al cancello della casa di campagna di Loiero, a Staletti, a una ventina di chilometri da Catanzaro.
«Il terzo messaggio lasciato nella casa di campagna della famiglia di mia moglie - afferma Loiero - è la conferma, ove mai ce ne fosse stato bisogno, di una strategia intimidatoria studiata a tavolino».
«Evidentemente - prosegue - sono scomodo e c’è qualcuno, forse qualche gruppo affaristico-criminale, che vorrebbe interrompere il cammino di bonifica e di crescita che abbiamo avviato. Confermo però che il mio stato d’animo non è mutato rispetto a ieri: non sottovaluto quanto sta avvenendo ma resto intimamente sereno, convinto di dovere andare avanti per la strada intrapresa».
«Le minacce sventagliatemi contro - ha ribadito il governatore - sono una conferma indiretta del fatto che già abbiamo inciso in profondità, toccando interessi giganteschi ritenuti intoccabili, programmando azioni di governo che impauriscono qualcuno, perché mettono in discussione privilegi e poteri impropri».
E con le minacce, proseguono anche i messaggi di solidarietà dagli esponenti politici al presidente della Calabria, come le telefonate e gli sms dal ministro Pisanu, e da Romano Prodi.
Intanto in Calabria, oltre alle indagini in corso nelle mani della questura di Cosenza per dare un volto ai responsabili delle minacce, scatta la mobilitazione delle istituzioni a favore del presidente «condannato a morte». Il Consiglio provinciale di Cosenza, convocato in seduta straordinaria per questa sera, sarà dedicato alla vicenda. Il capogruppo consiliare e segretario questore dell’ufficio di presidenza del Consiglio, Franco Corbelli, ha presentato un ordine del giorno urgente, chiedendo che la vicenda venga discussa come primo punto della seduta straordinaria.