La terza generazione di Ferrari

I Lunelli cedono lo scettro ai trentenni della famiglia. Matteo sarà vicepresidente: «Puntiamo sul Giappone»

Pierluigi Bonora

da Milano

Per la Ferrari delle bollicine è tempo di cambiamenti al vertice, un vero passaggio generazionale che porterà sulla plancia di comando i trentenni della famiglia. I fratelli Gino e Mauro Lunelli passano il testimone a Matteo, Marcello e Camilla, ripetendo lo stesso gesto che il padre Bruno fece a 63 anni, quando lasciò ai due figli la responsabilità dell’azienda. E così, anche nei prossimi anni, si continuerà a bere Ferrari pensando però ai Lunelli, la famiglia artefice del successo delle bollicine trentine. Il nome dello spumante, Ferrari, infatti, è lo stesso del fondatore della casa vinicola. Fu proprio Giulio Ferrari, all’inizio del secolo scorso, a intuire le grandi potenzialità dei vigneti trentini per il metodo classico. Ma toccò in seguito a Bruno Lunelli, una volta rilevata l’azienda nel 1952, a dare a Ferrari la fama e la leadership sul mercato italiano. Ora, a Trento, dopo oltre mezzo secolo dalla nascita della dinastia Lunelli, il giro di valzer continua. E così Gino trasferisce i suoi incarichi operativi al nipote Matteo, esperto di finanza, che lo affianca da tre anni e che, con il ruolo di vicepresidente, guiderà la casa insieme all’amministratore delegato Guido Pianaroli. Mauro, invece, lascia i suoi incarichi nell’ambito tecnico-produttivo al nipote Marcello, enologo con una lunga esperienza. C’è poi Camilla, confermata nel ruolo di responsabile della comunicazione e dei rapporti esterni. È la prima donna a occupare una posizione di vertice nell’azienda di famiglia.
In tutti questi anni la famiglia Lunelli non si è limitata a fare della piccola realtà che era il Ferrari spumante una delle maggiori aziende di metodo classico: 4,5 milioni di bottiglie vendute nel 2004. Le hanno anche affiancato una linea di vini fermi, bianchi e rossi, che sono noti come i Lunelli, un’acqua minerale, Surgiva, e una grappa, Segnana, figlia delle vinacce del Ferrari.
Intanto, a Trento, il passaggio generazionale avviene nel segno della continuità e nel pieno rispetto della cultura aziendale. «La sfida che ci attende - dice Matteo Lunelli - è quella di crescere ancora di più a livello internazionale: Russia e Giappone sono i Paesi su cui puntiamo in questo momento e dove il made in Italy è considerato una vera eccellenza».
Ma c’è un altro segreto dietro il successo delle bollicine Ferrari: il nome, lo stesso dei bolidi di Maranello, anche se in questo caso a vincere sono le bollicine trentine.