Terzi si tuffa nella Cozzi: «Già pronti 1,7 milioni serviranno a riaprirla»

I soldi in bilancio per Milanosport La ristrutturazione completa verrà dopo

Letizia Moratti garantisce che il risanamento della piscina Cozzi ci sarà. Lo storico impianto di viale Tunisia verrà rinnovato e sarà dunque in grado di accogliere ogni giorno ancora un migliaio di nuotatori. Certezza che il sindaco ha espresso al presidente di MilanoSport Cesare Cadeo, senza però fornire tempi e modi.
Ci pensa, comunque, l’assessore allo Sport Giovanni Terzi: «Nel bilancio ci sono già i soldi, un milione e settecentomila euro, vincolati per MilanoSport. Fondi a disposizione della società che gestisce gli impianti sportivi e che può, come dice la perizia del professor Finzi, riaprire in tempi brevi l’impianto di viale Tunisia». Come dire: si possono approntare i lavori più urgenti e con una spesa più limitata rispetto a quella preventivata da altre perizie che ipotizzano una ristrutturazione strutturale della Cozzi. Naturalmente, chiosa Terzi, successivamente saranno messi in opera gli altri lavori ma, intanto, «quell’autentico gioiello dell’architettura che è la piscina Cozzi può essere restituita ai milanesi».
Sul tavolo del consiglio d’amministrazione di MilanoSport continuano però a restare le ventilate dimissioni del presidente Cesare Cadeo, che da tempo reclama per il futuro della spa MilanoSport lo sviluppo di «sinergie commerciali con soggetti privati quale unico modo per reperire finanziamenti e denari necessari al futuro della società».
Visione strategica condivisa pure dal presidente della commissione comunale sport Alan Rizzi: «Ancora una volta si riconferma l’urgenza di cambiare il contratto di servizio tra Comune e MilanoSport. Bisogna sfruttare partnership con privati per garantire un sostegno economico alla spa che il Comune, tra l’altro, tratta come fosse solo un “affittacamere”». Indispensabile, dunque, secondo Rizzi non solo «riconfermare la totale fiducia del Comune a Cesare Cadeo» - «grazie a lui» ricorda il presidente della commissione Sport «Milano può oggi disporre di una struttura come l’Idroscalo» - ma anche «prendere atto della necessità di una convenzione comunale che sia in grado di superare le criticità di quella vigente».
Messaggio che, in sintesi, significa coinvolgere il privato sia nella riqualificazione degli impianti che nell’utilizzo degli spazi. Un futuro che, tra l’altro, consentirebbe a Palazzo Marino di poter sviluppare sempre al meglio l’offerta di sport-sociale per tutti i cittadini. Come, sorpresa, chiedono sia Cadeo che Terzi.