Terzigno, Fini: "Dolore per il tricolore bruciato"

Il presidente della Camera: "Occorre un
impegno corale e convinto affinchè nessuna comunità locale, o ceto, o categoria possa sentirsi abbandonata, anche
quando non lo è, dalle istituzioni e dalla comunità nazionale&quot;. Notte di tregua alla rotonda: nessun incidente<br />

Roma - "L’immagine del tricolore, bruciato nei giorni scorsi durante gli scontri a Terzigno, non può che costituire motivo di dolore e preoccupazione" Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel corso della presentazione, a Montecitorio, di un volume dedicato a Garibaldi. «Occorre - ha sottolineato Fini - un impegno corale e convinto affinchè nessuna comunità locale, o ceto, o categoria possano sentirsi abbandonati, anche quando non lo sono, dalle Istituzioni e dalla comunità nazionale".

Notte tranquilla alla rotonda di via Panoramica dopo gli scontri dei giorni scorsi per le proteste contro l’ipotesi di apertura della seconda discarica a Terzigno e i disagi provocati dal primo sversatoio, già operativo, nella ex Cava Sari. Al presidio sono rimasti, forse anche per la pioggia abbondante caduta nelle ultime ore, pochi manifestanti; 13 camion hanno scaricato terreno vegetale per coprire la discarica e evitare i miasmi che hanno provocato le forti proteste della popolazione.

Il monito di Maroni A Terzigno "ci sono stati atti di vera e propria violenza nei confronti delle forze dell’ordine e questo non è più accettabile: per cui faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora". Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, torna sugli scontri a Terzigno assicurando che "presto si troverà una soluzione adeguata". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, interviene per invitare le parti a "continuare a lavorare per raggiungere i risultati e gli obiettivi che ci si è posti con l’accordo".

Le infiltrazioni dei clan La Direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli ha aperto un fascicolo su probabili infiltrazioni della camorra tra i responsabili degli scontri con le forze di polizia durante le proteste contro la discarica a Terzigno. Le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti, a quanto di è appreso, si riferiscono a una serie di illeciti (danneggiamenti, resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di armi e interruzione di pubblico servizio) aggravati dall’art.7, ovvero dal metodo e dalla finalità mafiosi. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Rosario Cantelmo. Secondo indiscrezione, gli inquirenti avrebbero raccolto elementi relativi a infiltrazioni camorristiche soprattutto in riferimento agli ultimi episodi di scontri con le forze dell’ordine.

La bonifica della cava Nell’ex cava Sari di Terzigno, dove dal 2008 è stata allestita una discarica, ieri sono arrivati camion con l’argilla "per l’inizio della bonifica; il primo obiettivo era eliminare il cattivo odore". Bertolaso sottolinea come in questo modo abbiano trovato una prima risposta le richieste dei cittadini. A Boscoreale, poi, "è stata impiantata la prima centralina di controllo dell’area per avere le analisi e i risultati chiesti dai cittadini". Dunque è iniziato quel "processo di controllo e verifica concordati" cui hanno preso parte tecnici dell’Ispra e dell’Arpac e quelli di fiducia dei sindaci. A chi gli domanda cosa si è trovato nell’ex cava Sari, Bertolaso risponde che c’è percolato, "ma credo non abbia superato i limiti di legge". Il sottosegretario rileva come nella discarica ci sia già un impianto di trattamento specifico, "basta farlo funzionare e c’è anche predisposto quello per il biogas che elimina la puzza e fa fare soldi. Era stato predisposto, si tratta di farlo funzionare". "Si tratta solo di lavorare e non di fare chiacchiere".

La Russa: "Se serve pronti più militari" "Se il governo ritenesse di chiedere a me e alle Forze armate un intervento in numero superiore noi siamo pronti": è quanto ha risposto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, alle domande su un possibile nuovo invio di militari nel napoletano per cercare di far fronte alle proteste dei residenti contro l’apertura di nuove discariche. "Non c’è bisogno dell’esercito per usare il pugno più duro che ha promesso Maroni", ha spiegato La Russa, ricordando che in Campania sono già presenti 270 militari. "Polizia e carabinieri sanno essere adeguati a ogni esigenza senza mai travalicare il diritto. Comunque i militari ci sono già a Terzigno e in Campania. Erano in 700 all’inizio dell’emergenza, ora sono 270. Se il governo ritenesse di chiedere un intervento in numero superiore noi siamo pronti".