A Terzigno tornano le proteste ma non per la discarica abusiva

Terzigno (Napoli)Anche ieri tensione a Giugliano e a Terzigno, davanti ai siti di Taverna del Re e Sari, trasformati in campi di battaglia dai talebani vesuviani, che non gradiscono la riapertura delle due discariche. Per poco non si è arrivati allo scontro fisico tra dimostranti e polizia, come invece era avvenuto il giorno precedente a Giugliano, quando, un vicequestore e cinque agenti erano finiti all’ospedale con la testa fracassata dai sassi, lanciati da infiltrati che nulla avevano a che vedere con la protesta dei cittadini.
C’è qualcosa che non quadra però, nella sensibilità ecologista di migliaia di persone che da un mese a mezzo protestano non solo contro la discarica Sari ma anche contro la paventata ipotesi di aprire un secondo sito, situato sempre nel Parco nazionale del Vesuvio, a Cava Vitiello. Questa discarica non aprirà su decisione del Premier Berlusconi che ha accolto le richieste dei cittadini ma, a dire il vero, Terzigno un’altra discarica ce l’ha già. Da anni, infatti, proprio al centro del Parco nazionale del Vesuvio, a duecento, massimo trecento metri dalla Sari, su duemila metri quadrati di terreno agricolo, dove si coltivano le nocciole, ignoti sversano, non monnezza domestica ma addirittura rifiuti tossici pericolosi, del tipo eternit, pneumatici, frigoriferi. Robaccia che dovrebbe fare inorridire i fuoriclasse dell’ecologia vesuviana che però su questi rifiuti speciali gravemente tossici non aprono mai bocca.
Per fortuna questo sito, abusivo ma non lontano da occhi indiscreti e inevitabilmente noto agli stessi cittadini che da protestano contro la discarica Sari è stato scoperto e sequestrato dagli agenti del commissariato San Giuseppe Vesuviano diretti dal vicequestore Maria Rosaria Napolitano. La discarica, situata in via Borgo Mauro, non è l’unica nella zona; ve ne sono altre, distribuite a macchia di leopardo, probabilmente gestite dai clan del vesuviano.
Il problema delle discariche abusive ovviamente riguarda non solo Terzigno ma tutto il Napoletano e la Campania in generale. Ogni giorno polizia, carabinieri e finanzieri sequestrano mediamente 3 o 4 siti abusivi. Mai sentito parlare di proteste ecologiste e di comitati antidiscarica? Eppure sono sotto gli occhi di tutti. «Evidentemente è più facile protestare contro i siti istituzionali e lanciare molotov contro la polizia che farlo contro i gravissimi scempi contro la natura, quando magari si è addirittura conniventi con i clan», dice un agricoltore della zona, che vede infestati i noccioleti e le vigne dai siti abusivi contro i quali non si fanno cortei.
A Napoli, intanto, le strade sono ancora colme di rifiuti, ce ne sono almeno 1.600 tonnellate ma la situazione negli ultimi quattro giorni è migliorata ma per riavere la città pulita dovranno passare almeno altri 6 o 7 giorni.