Terzo episodio In anteprima «Le cronache di Narnia», ma che delusione il 3D

Ecco un film che nelle sale natalizie romperà le scatole al panettone di De Sica e al torrone di Aldo, Giovanni & Giacomo: Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero. Per chi ha già perso il conto, va ricordato che questa è la terza puntata cinematografica tratta della saga per l’infanzia scritta negli anni Cinquanta da Clive Staples, abbreviando Jack, Lewis. Il Noir di Courmayeur l’ha presentato in anteprima italiana, anticipando di dieci giorni l’uscita ufficiale nelle sale. Be’, il film, un fantasy sempre al galoppo, non è male, sicuramente meglio, ma non ci voleva molto, dei primi due episodi, entrambi targati Disney: Il leone, la strega e l’armadio e Il principe Caspian. Stavolta sul pennone della nave che fa rotta verso le Isole Solitarie sventola un’altra gloriosa bandiera quella della Fox. Che, per amplificare lo spettacolo, e gli incassi, ha preteso il 3D. Un supplizio per chi porta gli occhiali già di suo e una beffa per chi si accorgerà che le lenti supplementari diventano indispensabili soltanto in qualche scena. Due davvero memorabili: la prima quando dal quadro con il veliero del titolo esce una cascata d’acqua destinata a inondare la camera degli sbigottiti fratelli Edmund e Lucy e del cugino Eustace, ignari che di lì a poco saranno inghiottiti dall’oceano, prologo delle mirabolanti avventure nel Seicento. La seconda quando con un altro prodigio degli specialissimi effetti, Lucy, divenuta Susan, si ritrova trasportata dalla nave dei pirati a una splendida festa degli anni Quaranta. Certo non saranno i magnifici costumi d’epoca a far colpo sui ragazzi, o meglio sui bambini, cui il film è inesorabilmente destinato. Cari genitori, niente paura: non basteranno un mostro volante o uno scheletro a far tremare i vostri pargoli. Vi spaventerete più voi leggendo il prezzo del biglietto.