Terzo polo, Carrubba lascia il posto a Palmeri

Della rosa è rimasto un petalo. Il nuovo polo era nato con il sogno di sfidare il sindaco con il suo ex. Letizia Moratti versus Gabriele Albertini, ma dopo un lungo corteggiamento è rimasto nel Pdl. Negli ultimi giorni i nomi sul tappeto si erano ridotti a due: Salvatore Carrubba, ex direttore del Sole 24 Ore e l’assessore che nel 2005 proprio ad Albertini rimise le deleghe alla Cultura in polemica sulla gestione della Scala, e il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri, traslocato quattro mesi fa dal Pdl a Futuro e Liberta. Ora (salvo new entry dell’ultimo minuto), sarà lui il candidato di quel Nuovo polo di Milano che riunirà sotto un solo simbolo Fli, Api e Udc. Domani coordinatori nazionali e regionali del partito si riuniranno a Roma per scegliere l’anti-Moratti, ma non dovrebbero litigare, visto che anche Carrubba lascia il campo libero. «Ho riflettuto, ma ho espresso miei problemi e le forti riserve, almeno personali, sulla fattibilità e l’utilità di un progetto di questo genere. Non mi sento di intervenire in prima persone» ha anticipato ieri Carrubba. Che preferirebbe dedicarsi a tempo pieno all’incarico di presidente dell’Accademia di Brera che ha assunto solo a novembre.
A vantaggio di Palmeri giocava già un sondaggio realizzato tra il 2 e 4 febbraio da Swg (su un campione di 900 milanesi maggiorenni), che lo vedeva quasi due punti davanti all’altro uomo in pole. Al primo turno il 9,4% degli elettori avrebbero votato il presidente finiano dell’aula, per Carrubba solo il 7,8. E Palmeri, conosciuto dal 30% dell’elettorato milanese, doppiava in notorietà l’ex assessore. Due volte e mezzo restringendo la domanda a chi si dichiarava nell’area di centro o centrodestra (73% contro il 50). Secondo i sondaggisti, se Carrubba è più noto nel mondo dell’economia e dell’università, e sarebbe stato in grado di attrarre consensi da mondo professionale, elettori più anziani e residenti in centro, per Palmeri il consenso è più distribuito sul territorio e attrae sia il mondo giovanile che i lavoratori dipendenti.
Va detto che il sondaggio proponeva anche una terza ipotesi, il coordinatore regionale dell’Api Bruno Tabacci, che i milanesi al voto oggi avrebbero preferito sia a Palmeri che a Carrubba, con l’11% dei consensi. Ma nel 2006 la sua prestazione fu un flop. Si candidò capolista dell’Udc è riuscì a raggranellare in tutto 1.235, solo il terzo più votato del suo partito.
Non sorprende l’ironia del colonnello Pdl e ministro Ignazio La Russa: «Il terzo polo sta per scegliere il candidato? Non ci dormiamo la notte, ci spaventano in un modo..» ha ironizzato ieri. Esclude l’ipotesi del ballottaggio tra la Moratti e il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia, «il Pdl da solo non riuscirebbe a vincere, ma alleato con la Lega e con le liste civiche supererà abbondantemente il 50%». La Moratti «non credo debba fare chiacchiere ma presentare i risultati della giunta, e molti sono passati inosservati».