«Un terzo polo ci porterebbe all’immobilismo»

Invece la «Stampa» ha lanciato la proposta neocentrista dell’ex commissario Ue

da Roma

«Ho grande stima di Mario Monti, ma devo dire che se i suoi punti di partenza sono in qualche modo plausibili, la conclusione cui arriva è del tutto errata». Franco Monaco, parlamentare prodiano della Margherita conosce bene l’ex commissario europeo e non nega di averne sempre apprezzato il ruolo, ma questa sua disamina sulla necessità di un «centro» per la politica italiana, superando l’attuale bipolarismo incapace - a suo dire - di far fare all’Italia passi decisivi verso la modernizzazione, lo trova decisamente contrario.
Perché onorevole Monaco? Non son pochi in realtà a vagheggiare oggi un ritorno al passato...
«Ed è un grave errore. Intanto, come avevano già osservato tanto Salvati quanto Nicola Bruni in replica ad un altro intervento di Monti in cui traspariva questa sua opzione, vorrei ricordare che un conto è il “centro” della società e del corpo elettorale, altro è nel sistema politico. Io sono convinto che una democrazia debba fisiologicamente realizzarsi tra due proposte alternative. In sostanza i due schieramenti che si contrappongono in un bipolarismo maturo possono certo convergere al centro per acquisire le istanze moderate. E chi le conquista vince. Altro è invece ipotizzare la rinascita di un centro politico, anche se le premesse da cui parte Monti possono essere condivisibili».
Vale a dire?
«Lui ritiene che si debba assicurare un “più” di cultura liberale nel nostro sistema politico e pensa che le attuali alleanze siano concepite più per necessità elettorali che per esigenze di governo. Sono argomenti da discutere, ma poi Monti arriva ad una soluzione del tutto erronea: la necessità di un “centro” politico che verrebbe a determinare l’esatto opposto di quel che si propone: e cioè l’immobilismo. Insomma non ci sarebbe affatto spazio per la dinamizzazione, ma semmai un passo indietro. Verso sistemi che hanno spesso avuto la tentazione di proteggere istanze corporative...».
Insomma nel «centro» lei rivedrebbe l’ultima Dc solo dedita al mantenimento del potere a qualsiasi costo...
«La Democrazia cristiana ha avuto meriti indiscutibili nel preservare la democrazia in anni in cui era difficile farlo. Ma oggi, a Dio piacendo, credo si possa ampiamente realizzare una democrazia competitiva con grande cultura di governo senza dover pensare a indietreggiare. Del resto il bipolarismo non è una stranezza: esiste in tutte le grandi democrazie dell’occidente».
Insomma Monti parte bene ma poi. ..
«...per risolvere i problemi che lui denuncia, bisogna fare passi in avanti, non certo all’indietro».
Di Monti si è detto tempo, al termine del suo mandato Ue, che avrebbe potuto far parte della squadra di governo del centrosinistra. Non è che potrebbe aver mandato un segnale a Prodi per dire che finché l’Ulivo va a braccetto con i no global non ci sono le condizioni per fare nulla di buono?
«Non mi faccia fare un processo alle intenzioni. Secondo me lui ha parlato da osservatore esterno alla partita. Con i vantaggi ed i limiti di non essere un politico. Posso anche condividere le sue perplessità che l’Unione possa fare le riforme necessarie al Paese così com’è strutturata attualmente, ma anche nelle democrazie più mature il bipolarismo impone l’esistenza negli schieramenti contrapposti di istanze... estreme. Il problema è semmai trovare il baricentro ed io sono sicuro che anche le primarie ci serviranno in questo senso con la scelta di Prodi che rappresenta al meglio le istanze che rappresentiamo. E penso che Monti, a maggior ragione sarebbe a quel punto più che utile in un incarico di governo».