Il Terzo polo contro Tabacci: «Vende male»

«L’assessore Bruno Tabacci con la scusa del bilancio difficile vorrebbe giustificare qualsiasi cosa. E già questo è grave. Ma è ancor più grave che voglia far passare un processo non trasparente come questa cessione congiunta di Sea e Serravalle». La maxi-vendita non piace proprio al capogruppo del Pdl in Comune Carlo Masseroli che promette le barricate per impedire la messa a gara entro fine anno del 20 per cento della società aeroportuale e del 18,6 di quella autostradale. Una decisione che dovrebbe prendere oggi la giunta straordinaria convocata dal sindaco Giuliano Pisapia per parlare di bilancio e patto di stabilità. «Ma Pisapia dimentica - attacca Masseroli - che in consiglio comunale si è votato perché ogni decisione prima che in giunta sia presa dalla commissione consiliare. Poi giunta, poi ancora commissione e alla fine il passaggio in consiglio». E aggiunge una stilettata. «Un voto all’unanimità, segno che anche il centrosinistra non si fida troppo di Tabacci».
Polemico con l’assessore anche l’ex presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri. Passato con Fli e dunque in quel Terzo polo per cui è stato candidato sindaco e in cui Tabacci milita. Anche se poi ha preferito (pur senza lasciare l’Api di Rutelli) passare alla corte di Pisapia. «I problemi sul bilancio - le sue parole - non autorizzano nessuno a tenere molte carte sotto il tavolo e poche sopra. A non dire la verità al consiglio o a cambiare le regole decise sulle partite». Non solo «Trasparenza? Pare invece - va giù duro Palmeri - il gioco delle tre carte... È accaduto quello che molti sapevano e che nessuno diceva. È un peccato perché con questo atteggiamento si confondono le acque e per certi versi si sporcano». Acque sporche, lo dice Palmeri. E sicuramente agitate. Perché quell’offerta del fondo F2i che fa capo a Vito Gamberale arrivata a poche ore dalla chiusura della seconda gara per Serravalle andata deserta, «ha tutta l’aria di un ricatto». E a dirlo è l’attuale presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo. Coscienza storica della sinistra dura e pura che sulle società partecipate ha duellato per dieci anni con il centrodestra di Gabriele Albertini e per cinque con quello di Letizia Moratti. Ma che oggi, nonostante lo scranno raggiunto, non ha nessuna intenzione di cedere al centrosinistra di Pisapia. «Il fondo F2i - la ricostruzione offerta da Rizzo a Repubblica - dice chiaramente all’amministrazione: “Compro la società solo se mi date altre cose che mi interessano di più”». E poi. «Prima di fare una gara doppia, bisogna dimostrare in modo trasparente che non ci sono altre soluzioni percorribili». Perché i soldi in gioco sono tanti. Anzi, troppo pochi secondo chi si esercita a scorporare le due vendite. Come l’ex presidente della Provincia Filippo Penati che fa di conto per dimostrare le colpe del centrodestra. «Albertini - spiega Penati - rinunciò alla vendita e ora quel danno non solo è certo ma si può quantificare. Il calcolo è presto fatto. Se nel 2005 il 34 per cento di Sea valeva almeno 600 milioni, il valore del 20 per cento conseguentemente era poco meno di 400 milioni. Oggi il fondo di Gamberale offre 400 milioni per il 20 per cento di Sea e per il 18,6 per cento di Serravalle. Il fatto che Albertini e soci non siano stati capaci o peggio non abbiano voluto, per calcoli elettorali, vendere le azioni Sea e Serravalle, ha prodotto che oggi Gamberale pagherebbe lo steso prezzo del 2005 per Sea ottenendo però in aggiunta gratuitamente il 18,6 per cento di Serravalle». Prudente anche l’assessore Stefano Boeri. «L’ipotesi di un bando di gara congiunto su Serravalle e Sea proposta dall’onorevole Tabacci è una decisione che va attentamente ponderata, anche perché si tratta di soldi pubblici». Oggi giunta straordinaria.