Terzo rogo, l’allarme rom non si spegne

Brucia il campo abusivo di San Dionigi. Sono le 15.20. È la terza favelas distrutta dalle fiamme nel giro di una settimana. All’origine dell’incendo lo scoppio di una bombola del gas. E mentre i pompieri sono stati impegnati a domare le fiamme fino a tarda sera, il Comune di Milano offre un tetto a bambini e donne. Ma l’assessore Mariolina Moioli si impegna anche «a trovare sistemazione qui intorno nel giro di una settimana».
«Promessa di troppo» commenta il leghista Matteo Salvini: «L’unica concessione possibile è l’adeguata accoglienza del Comune nei confronti dei minori, gli altri devono lasciare la città». Come dire: «Non si spendono gli euro dei milanesi per fare un favore, assessore Moioli, a chi ha scelto di vivere nell’illegalità». L’amministrazione comunale non commenta, ma il dibattito politico sull’assistenza agli sfollati diventa al calor bianco con l’uscita di Filippo Penati: «Impossibile accoglierli, devono tornare nei loro Paesi. Non possiamo offrire né adeguati interventi sociali né presidi efficaci dell’ordine pubblico». La sinistra imbarazzata resta in silenzio.