Con il Terzo Valico la Liguria stipula un’assicurazione sul futuro

(...) uno di cui avevo perso le tracce nella memoria - che spiegava per filo e per segno l’importanza del Terzo Valico. E, risalendo a ritroso nella storia, possiamo arrivare agli inizi del Novecento con i progetti del Valico dei Giovi.
Insomma, mi rendo conto che parlarne con enfasi rischia di essere ridicolo. Ma, mai come stavolta, rischia di essere vero. Nel senso che i finanziamenti del Cipe - voluti, fortemente voluti, fortissimamente voluti dal ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, che ha anche lottato con i suoi colleghi di governo per strappare i fondi necessari all’inizio dei lavori - questa volta sono veri e sono tanti. Certo, non coprono l’intero costo dei lavori. Ma, di questi tempi, pensare a un finanziamento per tutto il Terzo Valico sarebbe pura utopia. E, del resto, tutte le grandi opere italiane, persino l’autostrada del Sole, non erano completamente finanziate prima dell’apertura del primo cantiere. Non funziona così.
Detto di Scajola, occorre citare gli altri protagonisti di questo taglio del nastro. Che, fra l’altro, nella maggior parte dei casi, non sono quelli che avete visto in televisione a tagliare il nastro. Non sono i Burlando e non sono le Vincenzi. Ma sono in primis il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che cita in continuazione il Terzo Valico come una delle opere fondamentali per il Paese (tanto per dire, Prodi la cancellò dalla lista dei lavori in un secondo), il candidato governatore del centrodestra Sandro Biasotti e il presidente della commissione Trasporti del Senato Gigi Grillo che ama talmente il Valico da parlarne in media tre volte al giorno. Con una passione tale da eccedere negli entusiasmi. Ma meglio troppi entusiasmi che nessun entusiasmo, come spesso accade a sinistra.
E qui torniamo all’inizio. Perchè è così importante quel taglio del nastro. Perchè il Terzo Valico (insieme al nodo ferroviario di Genova e alle autostrade, prima fra tutte la Gronda) significa la vita per Genova e per la Liguria. Significa il futuro.
Due esempi su tutti: un treno che arriva in quaranta minuti o poco più nel centro di Milano e in cinquanta o poco più nel centro di Torino, significa la possibilità per i nostri ragazzi di andare a lavorare e studiare a Milano e Torino, senza dover emigrare in quelle città. Significa bloccare lo spopolamento di Genova e della Liguria. Significa moltiplicare le opportunità. Significa anche trasformare Genova e la Liguria in una splendida periferia della Lombardia e del Piemonte, in uno sterminato hinterland che richiama investimenti ed abitanti. Significa anche moltiplicare il valore delle case. Significa, in una parola, innestare un circolo virtuoso che migliora la vita di tutti noi.
Ma anche vista dalla parte delle merci, anzichè da quella dei passeggeri, l’alta velocità-capacità è la vita di Genova e della Liguria. Perchè le merci, anzichè fermarsi sulle banchine del nostro porto, partirebbero immediatamente per il Nord Europa, collegandosi a tutti i corridoi europei. E in questo modo Genova sarebbe davvero «porta d’Europa» per tutti i traffici in arrivo dal Far East, da India e Cina soprattutto, risparmiando cinque giorni di navigazione all’andata e cinque al ritorno sui tempi necessari per arrivare ad Anversa e Rotterdam. In una parola, Genova (e Savona e La Spezia, in un sistema portuale davvero regionale) sarebbero i porti più competitivi del mondo, anzichè esserlo solo sulla carta, visto che oggi i cinque giorni risparmiati vengono di solito sprecati in banchina in attesa di un sistema di trasporti degno di questo nome che faccia partire i container per le loro destinazioni finali. E, ovviamente, ne trarrebbe beneficio anche la vita di tutti, visto che la deviazione su ferro di tutti i traffici che oggi avvengono su gomma libererebbe le autostrade dalle code interminabili di ogni giorno, facendo risparmiare a tutti i genovesi e a tutti i liguri tempo e salute.
Insomma, sembra l’uovo di Colombo.
Dev’essere destino: da Colombo (Cristoforo) a Colombo (uovo) passa il nostro futuro.