«Terzo Valico necessario per l’Europa»

nostro inviato a Bruxelles

Alle volte uno pensa a quanto certe istituzioni possano essere inutili e costose per un paese. E l’esempio più lampante cade spesso sul ruolo dell’europarlamento: stipendi d’oro, viaggi andata e ritorno tra Roma, Bruxelles e Strasburgo in prima classe, oltre ai soliti mille benefit di cui godono i politici. Incidenza sulle nostre tasse pari a 70 centesimi a testa al giorno. C’è chi magari si approfitta del suo ruolo ma c’è anche chi a fare il deputato europeo ci si mette sul serio tanto da avere il senso del rapporto tra un’istituzione così lontana e il territorio. Appare il caso di Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento europeo del gruppo Forza Italia- Ppe. Deputati che, eletti nel collegio Nord- Ovest, pur non essendo ligure dovrebbe occuparsi anche delle nostre «cause».
Mauro, è ancora difficile far capire ai cittadini il ruolo del parlamentare europeo. Istituzione che appare distante.
«La realtà è che stando a Bruxelles è difficile mantenere un rapporto quotidiano con l’elettorato e la nostra funzione è quella di rapportarsi maggiormente con altri enti istituzionali sul territorio. Questo fa del parlamento europeo l’unico ente il cui il profilo istituzionale è realmente alto. Non ci sono molte divisioni tra la delegazione dei deputati italiani: prevale l’interesse nazionale».
La Liguria nel collegio nord-ovest è schiacciata da Piemonte e Lombardia, tanto che oggi non abbiamo rappresentati liguri. O meglio, una ce l’avevamo ma ha pensato bene di tornare a casa prima. Questo è un handicap risolvibile?
«Se l’eurodeputato sente il suo ruolo non fa troppa distinzione su chi lo chiama. Di problemi liguri mi occupo spesso. Cito due esempi: sono in costante rapporto con i sindaci di Loano e Rapallo e ho un avuto un ottimo rapporto di collaborazione con il presidente della Provincia di Savona Marco Bertolotto che non è stato espressione della mia area politica».
Ma quando c’è da privilegiare degli interessi non sente il richiamo del suo elettorato lombardo?
«Guardi, se uno il suo lavoro lo svolge con correttezza tutela la cittadinanza che rappresenta. Nel 2004, quando a guidare la Liguria c’era Sandro Biasotti, mi impegnai per far trasferire dei fondi europei destinati alla Lombardia sulla Liguria perché la vostra regione avesse garantito un fondo maggiore».
Che futuro vede per la Liguria, su cosa dovrebbe puntare?
«Per chi scende dal nord il problema che si nota di più è la carenza infrastrutturale. Pensare che in campagna elettorale a maggio, con la bella stagione, dovrò scendere spesso sulle autostrade liguri mi spaventa per le code che dovrò fare in tempi ridotti come quello di una campagna elettorale».
Terzo valico?
«Opera necessaria. In tema di ferrovie nelle prossime settimane sarò a Genova per la presentazione dei lavori di risistemazione del tratto Brignole- Voltri. È un occasione per vedere messo a frutto il mio impegno da parlamentare europeo».