Il Terzo Valico non può deragliare

«Se c’è un bugiardo, in tutta questa faccenda del finanziamento al Terzo Valico, deve uscir fuori, subito, per l’assoluta necessità di fare chiarezza»: non va tanto per il sottile, com’è suo costume, l’onorevole Giorgio Bornacin, deputato di Alleanza nazionale, nel commentare le più recenti dichiarazioni di Andrea Monorchio, ex Ragioniere generale dello Stato, oggi presidente dell’Ispa-Infrastrutture Spa, la società cui doveva essere affidata l’operazione finanziaria indispensabile alla realizzazione della tratta ferroviaria oltreappennino. Un’operazione che rischia di saltare, per via del fatto - ha spiegato candidamente Monorchio nel corso di un’audizione alla Camera - che «la linea Genova-Milano, non remunerativa per Ispa, deve essere finanziata dallo Stato». Tutto questo, insiste invece Bornacin, vicepresidente della Commissione Trasporti di Palazzo Montecitorio, mentre «abbiamo ancora nelle orecchie le parole dello stesso Monorchio, a marzo di quest’anno, che confermavano come fosse stata deliberata dal Cipe, il comitato dei ministri economici, la cifra necessaria per realizzare il Terzo Valico, 4,7 miliardi di euro, e che quindi Ispa era pronta a finanziare l’opera». Delle due l’una, aggiunge Bornacin che ha chiesto, con un’apposita interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, una presa di posizione ufficiale: o Monorchio ha mentito, oppure i soldi ci sono e il presidente dell’Ispa «non avrà problemi ad assumersi tutte le responsabilità del caso». In ogni caso, conclude il deputato di An, «è una cosa da pazzi, che Monorchio sia riuscito a fare peggio del peggior politicante. Ora, per giunta, alle sue farneticanti e inverosimili dichiarazioni fa eco il sempreverde diessino, onorevole Graziano Mazzarello, che dà del bugiardo all’ex governatore Sandro Biasotti» e a chi, come Bornacin e il senatore di Forza Italia Luigi Grillo, era presente alla promessa di finanziamento. «E pensare - conclude Bornacin - che Mazzarello era proprio l’unico assente all’incontro».