«Terzo valico come la Tav»

Da un lato le forze che si riconoscono (e s’impegnano) nella politica di sviluppo del Paese e nella crescita dell’occupazione, puntando, in particolare, sulla realizzazione delle grandi infrastrutture e sull’aumento delle risorse energetiche, compreso il ricorso al nucleare; dall’altro lato, «il partito dei no», secondo la definizione del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola il quale ha proposto e ottenuto due giorni or sono il via libera del governo alla realizzazione di una serie di importanti progetti che interessano il sistema industriale e trasportistico ligure: Terzo valico, nodo ferroviario Genova Voltri-Brignole, riassetto dell’accesso allo scalo voltrese, piano di ristrutturazione delle stazioni di Principe e Brignole, e quattro contratti di programma per Piaggio Aereo, Valbormida, Sviluppo Imperia e Selex Communications. È questo partito pseudoambientalista del no nei confronti di qualsiasi opera infrastrutturale che si ripropone oggi con forza all’interno dello schieramento di centrosinistra, al di là delle promesse elettorali di Romano Prodi e degli altri leader della coalizione. Ne è l’ennesima riprova la presa di posizione di Rifondazione comunista che organizza per domani una manifestazione a Bolzaneto, con l’intervento di parlamentari, amministratori locali e consiglieri comunali, per «sostenere senza se e senza ma la lotta contro grandi opere inutili e dannose che tolgono risorse a servizi pubblici essenziali e soddisfano soltanto gli interessi di gruppi affaristici interessati a operazioni speculative». Infine, la prevedibile, ma esplicita minaccia di contestazione a oltranza: «La lotta della Val Susa è un esempio da seguire». E mentre il ministro Scajola insiste a spiegare che la decisione del governo rappresenta «un passo avanti decisivo per lo sviluppo della Liguria e del Paese», e l’ex governatore Sandro Biasotti sottolinea il compimento di una «battaglia condotta partendo da zero» dalla Regione da lui presieduta, dal campo opposto arrivano solo proposte provocatorie: il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, al suo arrivo a Genova, frena sulle grandi opere e lancia il comico Beppe Grillo (che però prende subito le distanze) come consulente per l’energia. «È una delle persone più informate» sostiene il Verde, ricordando che nella sua villa di Sant'Ilario, Grillo ha installato pannelli fotovoltaici ed è totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico. Un comico, insomma, per decidere la politica energetica dell’Italia. Ottimo per trasformarla in barzelletta.