Terzoli: «Le nozze sono confermate» Giù il titolo (-3%)

da Milano

Le difficoltà non mancano ma Banca Popolare di Intra ribadisce la propria fiducia nella possibilità di completare nel tempo previsto il percorso di aggregazione con un altro istituto così da lasciarsi alle spalle le conseguenze del fallimento Finpart. A prendere la parola è stato ieri il neo presidente, Luigi Terzoli, con l’esito di frenare le vendite in Piazza Affari. L’effetto è stato però solo temporaneo e alla fine della seduta il titolo ha lasciato sul terreno un altro 3,2% (meno 2,8% lunedì): in due giorni i soci della popolare piemontese hanno visto calare la capitalizzazione del loro gruppo da 648 a 611 milioni. Terzoli ha preso la parola al termine di un incontro con Bankitalia definito «aperto e positivo» e a cui era presente anche il vicepresidente Marco Fortis. Al centro della verifica con la Vigilanza il terremoto creatosi al vertice dell’istituto dopo le dimissioni del vicepresidente Ernesto Paolillo, e il nodo della direzione generale. Per sostituire Claudio Ferrari, interdetto temporaneamente dai propri incarichi perché coinvolto nell’inchiesta Finpart, Terzoli ha detto di propendere per una candidatura interna. E la questione potrebbe essere già al centro dei lavori del consiglio di amministrazione convocato per oggi a Verbania. Terzoli ha quindi respinto lo spettro di un eventuale commissariamento da parte di Bankitalia: «Non c’è bisogno di alcun commissario perché il cda è in grado di fare fronte a tutti gli impegni e di raggiungere gli obiettivi impostati in precedenza sull’autonomia». La chiave di volta è il percorso di alleanza-salvataggio gestito dall’advisor Mediobanca e che vede ancora in corsa Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Bpvn e il Credito Valtellinese. La data room si è conclusa e «nei prossimi giorni» il Creval presenterà la propria offerta vincolante, ha detto il presidente Giovanni De Censi aggiungendo di non attendersi un allungamento dei tempi dovuto all’uscita di Paolillo. Secondo le attese il partner dovrebbe essere individuato entro fine giugno così da chiamare i soci in assemblea prima della pausa estiva. L’esito della partita dipende tuttavia dall’evolversi della trattativa per superare l’impasse Finpart dove Intra conta di chiudere su un importo molto più contenuto rispetto ai 300 milioni richiesti dalla curatela fallimentare. Cui si aggiunge l’incognita del lavoro della magistratura che pochi giorni fa ha indotto alle dimissioni anche Cesare Ponti, e delle ispezioni avviate da Paolillo sulle controllate Intra private bank e Intrafid.