Il tesoretto conta 4,2 miliardi in più. Incentivi auto forse anche nel 2008

Finanziaria e dintorni. Il governo discute una proroga alla rottamazione. Meno tasse sul Tfr

da Roma

Una proroga per il 2008 alla rottamazione delle auto più inquinanti, anche se differente da quella passata, potrebbe trovar posto negli emendamenti di maggioranza alla legge finanziaria. La norma è in via di definizione, rivela il relatore Michele Ventura (Pd), «ma c’è l’orientamento a inserirla nella Finanziaria», anche se ci sono resistenze da parte dei Verdi. «Siamo contrari a dare nuovi benefici alle case automobilistiche, al massimo di possono concedere incentivi alle auto elettriche e alle ibride», conferma il capogruppo Angelo Bonelli. Potrebbero essere in arrivo novità anche per quanto riguarda lo sblocco dei fondi per la realizzazione di strutture sanitarie. Infine, si discute sulla diminuzione dell’aliquota di tassazione del «Tfr», che potrebbe scendere dal 23 al 18%.
Il pacchetto di emendamenti del relatore sarà presentato domani alla commissione Bilancio della Camera. C’è tensione, all’interno del centrosinistra, per la decisione del governo di introdurre il ddl Lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali con un emendamento alla Finanziaria. Secondo il ministro per gli Affari regionali, si tratta di una «scelta tecnica» per poter approvare il provvedimento. Ma l’ala sinistra della maggioranza non ci sta, e protesta. Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e Sinistra democratica sostengono che in questo modo «la Finanziaria diventa un percorso ad ostacoli».
Mentre la maggioranza discute sugli emendamenti, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa quantifica i «tesoretti» fiscali 2007 e 2008 nel «Programma di stabilità» italiano, appena inviato alla Commissione europea di Bruxelles. L’anno che va a concludersi vedrà un extra-gettito di 4,2 miliardi di euro superiore alle ultime stime contenute nel Dpef di luglio; per quanto riguarda il 2008, la previsione è di un nuovo «tesoretto» da 6,3 miliardi di euro, anch’esso in rialzo rispetto al Documento di programmazione economica e finanziaria. In soldoni, questo significa che il 2007 chiuderebbe con un incasso di 456 miliardi e 300 milioni per il Fisco, mentre l’anno venturo i contribuenti italiani verserebbero all’Erario 474 miliardi e mezzo di euro. La pressione fiscale resterà così ferma al 43% del prodotto interno lordo sia nel 2007 che nel 2008. Il deficit 2007 dovrebbe raggiungere il 2,4% del pil, e scendere al 2,2% nel 2008; mentre l’obiettivo del pareggio di bilancio resta fissato per il 2011, un anno più tardi rispetto agli impegni richiesti dall’Ue.
La Commissione Ue si esprimerà fra gennaio e febbraio sul «programma di stabilità». Ma è soprattutto la Finanziaria ad attirare l’attenzione del commissario all’Economia Joaquin Almunia. Oltre al rinvio di un anno del pareggio di bilancio, alle autorità di Bruxelles probabilmente non piacerà il peggioramento del deficit di bilancio 2008 rispetto alla tendenza a legislazione invariata. Inoltre, la Finanziaria sconta una crescita economica 2008 probabilmente superiore a quella che sarà effettivamente realizzata.