Il tesoretto è nelle multe: 47 euro a testa

Nel 2006 contravvenzioni per 1,5 miliardi di euro. Con un aumento del 76% negli ultimi cinque anni. La città con più multe è Firenze: 117 euro per ogni cittadino

Agnese Ananasso

Roma - Semafori rossi che scattano all’improvviso, fotocellule che fotografano le auto in doppia fila sostituendosi ai vigili urbani o ancora dispositivi Foto-Red che si attivano quando il semaforo è ancora giallo. I Comuni se le inventano tutte pur di far cassa.
Il Sole-24 ore, che ogni anno compie un’indagine statistica su questo tema, ha rilevato che nel 2006 i Comuni hanno «guadagnato» in questo modo ben il 16% in più rispetto al 2005 - oltre il 76% negli ultimi 5 anni - per un totale di 1,5 miliardi di euro di incassi. Una cifra ben al di sopra di quella generata dalla tanto famigerata Ici.

Il fenomeno delle multe a oltranza ha peraltro diffusione nazionale, non risparmiando nessuna città: Firenze è in pole position, con 117 euro di multe per patentato (la media nazionale è di circa 47 euro, 40 se si considerano quelle emesse dal solo Comune) - grazie agli autovelox selvaggi e alle fotocellule nelle zone ztl - e strappa il primato a Caserta dove il volume in valore delle multe pagate è sceso del 20% rispetto al 2006, dopo le polemiche dello scorso anno. Tra Roma e Milano vince la capitale, anche se a Milano si galoppa a incrementi del 30% - effetto Ecopass -, a Roma «solo» del 12%. Le multe a Crotone e Verona crescono a ritmi del 217% nel primo caso e del 131% nel secondo, un’impennata giustificata, a Crotone, da livelli di partenza molto bassi, a Verona dall’ampliamento delle ztl.

Ora i cittadini hanno detto basta e si sono formati comitati «antimulte» che si oppongono alla contravvenzione «selvaggia» che non è volta a salvaguardare la sicurezza sulle strade ma è solo un modo per arricchire i municipi, che nelle contravvenzioni date sulle strade di loro competenza hanno trovato la classica «gallina dalle uova d’oro». «Stiamo portando avanti una battaglia civile contro tutte le multe, trasformate in vere e proprie vessazioni che hanno ridotto noi cittadini in sudditi» accusa Giovanni Ballan, portavoce del comitato Multe Vago di Vago di Lavagna, in provincia di Vicenza. «Non è possibile che nel nostro paese siano state emesse 7 mila multe per passaggio col rosso. Abbiamo rilevato che il giallo dura troppo poco (circa 4 secondi, ndr) e non si dà all’auto la possibilità di superare l’incrocio, innescando così la "sindrome del rosso" che porta a fermarsi improvvisamente con conseguente pericolo di incidenti». Un altro punto su cui il comitato si sta battendo è il sistema delle rilevazioni degli autovelox: deve esserci un agente, non basta la foto. Due gli obiettivi raggiunti per ora: la formazione di un organo di coordinamento a livello di regione Veneto dei comitati «anticontravvenzioni» e la presentazione in sede consiliare da parte del vice presidente della Provincia di Verona di una mozione per portare a 7 secondi la durata del giallo dei semafori. Un provvedimento che, se approvato, potrebbe essere ampliato su scala nazionale. Quello delle multe è un problema che preoccupa anche le associazioni di consumatori che non puntano il dito contro il Codice della strada ma sulle centinaia di espedienti inventati per dare multe facili, come spiega Carlo Pileri, presidente Adoc: «Negli ultimi 5 anni il codice della strada è stato cambiato 4 volte da quando è stata introdotta la patente a punti, provocando confusione nel cittadino che non sa più quale sia l’ultima norma valida. Questo fattore - sottolinea Pileri -, unito alla multa ad ogni costo derivante dalla necessità di maggiori introiti, ha generato una sensazione di vessazione nei confronti dei cittadini. A Gorizia abbiamo ottenuto che venissero tolte le telecamere dai semafori perché si attivavano prima che scattasse il rosso. Nel giro di poco tempo infatti sono state multate 30 mila persone, una cifra assurda per una città così piccola. A Milano abbiamo ottenuto la stessa cosa. Ma invece di accordarci una sanatoria siamo stati costretti a intentare migliaia di ricorsi individuali, andando a intasare ulteriormente le strade della giustizia italiana». L’Adoc sta contestando anche le multe emesse a seguito di foto scattate da autovelox di dubbia omologazione o di riprese di auto in doppia fila registrate dalle telecamere.