Tesoretto, sindacati contro governo E l’Europa avvisa: "Conti a rischio"

Pdci e Cgil attaccano Padoa-Schioppa: "Imbarazzante, ha fatto troppi guai". E il commissario Almunia insiste: l’Italia è lontana dal pareggio di bilancio nel 2008

Roma - Sui conti pubblici è guerra aperta fra maggioranza e governo. Bertinotti contro Padoa-Schioppa. Sinistra arcobaleno contro Pd. Sindacati contro Tps. E su tutti, le critiche del commissario europeo Almunia: «Il bilancio 2008 è inferiore alle attese e soggetto a rischi», avverte.
Tesoretto. Non è piaciuta al presidente della Camera la presa di posizione del ministro dell’Economia, «il tesoretto non esiste». Posizione che Padoa-Schioppa argomenta sia in virtù delle spese più o meno obbligatorie e non contabilizzate in Finanziaria sia per la flessione del Pil: la cui crescita, secondo l’Istat, quest’anno sarà inferiore all’1%. Per Bertinotti «le risorse economiche ci sono. Non sono impugnabili limiti di bilancio contro la questione fondamentale di chi con mille euro non arriva alla fine del mese». Il ministro, però, non molla un centimetro. Non solo. A Bruxelles, al termine dell’Ecofin, osserva: «Dubito che al di fuori dal ministero abbiano più informazioni di noi». Come a dire: come fa Bertinotti a dire che le risorse ci sono? Ed aggiunge: «Tra un mese uscirà la Relazione unificata sull’economia e la finanza. Solo in quel momento avremo un quadro aggiornato della situazione economica e dello stato dei conti. Prima di quel momento non saremo sufficientemente informati per pronunciarci. In questo momento quel che si legge fa parte del dibattito elettorale».
Fratelli coltelli. «Padoa-Schioppa ha fatto guai quando era ministro di un governo nel pieno del suo mandato, eviti di farne ancora». È l’invito che Manuela Palermi, capogruppo del Pdci al Senato, rivolge al titolare dell’Economia. «Il tesoretto - spiega - non è una cosa che appare e scompare come un gioco di prestigio. Il tesoretto c’è e va utilizzato a vantaggio dei lavoratori e pensionati». E Pino Sgobio, omologo della Palermi alla Camera, conferma l’intenzione di presentare un emendamento del decreto legge Milleproroghe orientato ad ottenere un taglio del prelievo fiscale sulle buste paga. «Vogliamo vedere come si comporterà il Pd e il Pdl». «Il sindacato ha chiesto, chiede e chiederà - insiste Epifani «risorse per il taglio delle tasse ai dipendenti e ai pensionati. È imbarazzante che il governo sia ancora diviso».
Maurizio Sacconi trova «sempre più vergognosa» la storia del tesoretto: «Si approfitta dei bassi salari e della campagna elettorale per inscenare una cinica pantomima sulla possibilità di un provvedimento a Camere sciolte, senza neppure un governo in grado di darvi copertura». Isabella Bertolini, anche lei di Forza Italia, si chiede «che fine ha fatto il malloppo?». Mentre secondo Luca Volontè (Udc) «il balletto di notizie sul tesoretto fantasma rappresenta un’irresponsabile presa in giro degli italiani». Maurizio Gasparri (An) commenta: è il fallimento della politica economica del governo Prodi guidato dal Pd. E Francesco Nucara (Pri) azzarda: ci sarà un «buco» come nel 2001. «Per fortuna dicevano di aver sistemato i conti», ironizza Roberto Calderoli (Lega).
Preoccupazioni Ue. «Il bilancio 2008 è inferiore alle attese e soggetto a rischi». Joaquin Almunia sembra avvalorare le cautele di Padoa-Schioppa sull’utilizzo degli eventuali (e sempre più improbabili) tesoretti. «L’Italia - ricorda il commissario europeo - è ancora ben lontana, insieme alla Francia, dal raggiungere il suo obbiettivo di medio termine, quello del pareggio di bilancio entro il 2010». Alla base delle preoccupazioni europee proprio la legge finanziaria e quelle spese obbligatorie (7 miliardi) non previste, a partire dal rinnovo dei contratti pubblici. In più, l’andamento della crescita (l’Istat la prevede sotto l’1% nel 2008) appesantirà ulteriormente il deficit, vicino al 3%. Limite imposto dai Trattati europei.